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Questo articolo è stato pubblicato il 30 maggio 2014 alle ore 16:57.
L'ultima modifica è del 30 maggio 2014 alle ore 16:59.

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La decisione potrebbe essere presa fra un paio di settimane, entro lunedì 16 giugno, termine ultimo entro cui dovrebbe riunirsi la conferenza dei servizi indetta dal commissario all'emergenza Costa Concordia, il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile. Più probabilmente, potrebbe tenersi nei prossimi giorni, la settimana ventura, la conferenza dei servizi istruttoria, e prima di metà giugno la conferenza decisoria, la quale dovrà dare il via libera allo spostamento del relitto.

Questi incontri saranno fra le istituzioni, tra le quali a fianco del prefetto Gabrielli, il cui mandato scadrà a fine luglio, e dell'Osservatorio Concordia spicca il ministero delle Infrastrutture e trasporti, competente della sicurezza della navigazione per quanto riguarda il naufragio e competente dei lavori portuali connessi al disarmo della nave.
Finora i problemi del naufragio del gennaio 2012 sono stati legati soprattutto alla sicurezza dell'uomo in mare (furono 32 i morti), alla sicurezza della navigazione (il relitto giace all'imboccatura del porto del Giglio) e alle grandi opere per adeguare alla nave il futuro porto di smantellamento, ma con il trasporto il problema principale si trasferisce sull'ambiente.

Nella primavera 2012 squadre di subacquei riuscirono, con un'impresa di coraggio e capacità tecnica, a portare attraverso il relitto rovesciato le condotte per svuotare i bunker dell'olio combustibile. Riuscirono a forare le pareti d'acciaio, collegarono le flange, aspirarono in una nave cisterna più di 2mila tonnellate di quel carburante. Ma c'erano angoli irraggiungibili anche per il sommozzatore più eroico, e nel ventre ferito del relitto ci sono ancora 160 metri cubi di fluido inquinante. I cassoni galleggianti con cui è stata cinta la nave verranno vuotati e cominceranno a sollevare fuori dall'acqua il relitto martoriato. A Genova i tecnici sono rimasti sconcertati quando il mese scorso ci sono stati problemi con la tenuta dei cassoni. Se i cassoni funzioneranno, durante l'innalzamento dello scafo zampilleranno nel mare nitido fiotti delle acque luride contenute nella pancia in decomposizione della balena gigante. Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, teme che ciò possa avvenire proprio alla vigilia della stagione estiva.

Poi la nave verrà trainata da rimorchiatori con un viaggio di 150 miglia (280 chilometri) per cinque giorni dal mare grossetano fino a Genova Voltri. Velocità 1,5 nodi, circa 3 chilometri l'ora. Con ogni probabilità alcune associazioni ambientaliste seguiranno con attenzione massima questa crocieta dolente, l'ultima della Costa Concordia, per controllare che dietro di sé la nave non lasci una scia oleosa. La Legambiente e Greenpeace hanno le loro flotte (basti ricordare la nave Rainbow Warrior o la Goletta Verde) e hanno già studiato l'ipotesi di accodarsi al convoglio.

L'Osservatorio Concordia, che da due anni verifica il corretto andamento dei lavori, ha chiesto che prima del galleggiamento la nave venga vuotata dei residui di combuistibile. Alla presidente Maria Sargentini, espressione della Regione Toscana, spetterà il compito difficile di dare il parere finale sul progetto.

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