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Questo articolo è stato pubblicato il 19 giugno 2010 alle ore 12:48.
Lavori d'aula sospesi la settimana prossima a Palazzo Madama per consentire alle commissioni permanenti di affrontare il capitolo manovra economica. Si profila, quindi, un tour de force per far sbarcare il prima possibile la manovra in aula. Dal 21 al 25 giugno tutte le commissioni dovranno esprimere il loro parere sulla manovra e trasmetterlo alla commissione bilancio, dove attualmente è all'esame e che, nel frattempo, voterà i 2.550 emendamenti depositati da maggioranza e opposizione a partire da martedì 22 giugno alle ore 15.
Un lavoro che dovrà concludersi entro la giornata di giovedì 1° luglio, quando alle ore 10.30 la manovra approderà, in prima lettua, nell'aula del Senato per la conversione in legge (il termine scade il 30 luglio). L'esame in aula, a palazzo Madama, proseguirà nel pomeriggio alle ore 15, per riprendere, se necessario il giorno dopo alle ore 9.30. Fissato anche il termine per la presentazione degli emendamenti in aula alle ore 17 di mercoledì 30 giugno. Fitto anche il calendario d'aula. L'aula tornerà a riunirsi per l'esame del decreto martedì 6 luglio, alle ore 11 e alle ore 16.30, mercoledì 7 luglio alle ore 9.30 e alle 16.30, Giovedì 8 luglio alle 9.30 e alle 16, e venerdì 9 luglio alle 9.30 Con una seduta a oltranza fino al voto finale sul provvedimento che poi passerà alla Montecitorio.
Più della metà degli emendamenti sono stati presentati dalla maggioranza. Una cinquantina quelli presentati dai parlamentari "finiani". Si chiedono 300 milioni per Roma, oltre ai 300 già previsti dal governo, con lo scopo di far saltare la tassa di soggiorno per i turisti che visitano la capitale. Ci sono, poi, interventi sulla ricerca, misure per la sicurezza, ma pure quella di riservare anche al parlamento un controllo sulle Fondazioni bancarie. Previsti accorpamenti di enti per il commercio estero. Le coperture sarebbero trovate grazie alle accise sul tabacco e a minori detrazioni per le compagnie petrolifere. Previsto, poi, anche un taglio dei contributi a fondo perduto alle imprese, che verrebbero trasformati in crediti d'imposta. Un altro emendamento dei "finiani" punta invece a tagliare la spesa per beni e servizi, che, come ha ricordato il senatore Pdl Mario Baldassari, dalle colonne della Stampa, negli ultimi 5 anni sono cresciute del 47 per cento. Baldassari ha proposto anche di allargare a tutti gli enti locali la previsione contenuta nella manovra di contenere le spese ai valori 2009, ridotti del 5 per cento. Se poi, questa previsione (che dovrebbe scattare dal 2013), ha aggiunto Baldassarri, si anticipa al 2011, si possono risparmiare, ha aggiunto Baldassarri, altri 11,2 miliardi.