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Questo articolo è stato pubblicato il 15 aprile 2012 alle ore 14:24.

Risorse fresche da destinare alla conservazione del patrimonio culturale, recuperate attraverso la riforma del catasto e la revisione delle aliquote Iva. Potrebbe essere questa una delle ultime novità della delega fiscale che approda nel pomeriggio di lunedì 16 aprile alle 17,30 in consiglio dei ministri. Un orario, questo, scelto non a caso per consentire al Governo di limare fino all'ultimo il testo messo a punto dall'Economia ed esaminato, in un primo giro di tavolo, nella riunione di Palazzo Chigi dello scorso 23 marzo. Tra le novità dell'ultima ora ci potrebbe essere dunque proprio quella di destinare dei nuovi fondi, garantiti dalla riforma, alla cultura.

Le modifiche comunque non dovrebbero cambiare la sostanza della riforma fiscale che andrà a sostituire la vecchia delega di Tremonti ferma da tempo in Parlamento. Gli obiettivi sono chiari: migliorare i rapporti con i contribuenti, contrastare l'evasione e l'elusione e riordinare i fenomeni di erosione fiscale. L'intervento sulle aliquote Irpef, a meno di clamorose sorprese, è invece per il momento rinviato: non ci sono le risorse per l'abbattimento delle aliquote.

Il Governo conferma però che ci sarà un'alleggerimento della pressione fiscale grazie al recupero di fondi garantito dalla caccia agli evasori: «Il tema della finalizzazione delle maggiori entrate derivanti dal contrasto all'evasione, farà parte del disegno di legge di delega fiscale», ha assicurato venerdì scorso in commissione Finanze della Camera il sottosegretario all'Economia, Vieri Ceriani. La delega prevede, infatti, l'istituzione del fondo destinato a finanziare gli sgravi fiscali con i proventi della lotta all'evasione e del taglio delle agevolazioni fiscali, le cosiddette «tax expenditures». Sempre sul fronte caldo del contrasto all'evasione scatterà un monitoraggio del fenomeno con l'obbligo di redigere un rapporto annuale che dovrà analizzare anche gli effetti ex post delle misure adottate.

Tra i capisaldi della riforma c'è la revisione del catasto con il passaggio a valori e criteri più aggiornati: dalla localizzazione alla qualità dell'immobile fino alla superficie in metri quadri. Una clausola di salvaguardia esclude tuttavia l'aumento del prelievo per i contribuenti: le maggiori rendite dovrebbe essere compensate da riduzioni di aliquote.

Tra le rivoluzioni contenute nella delega c'è anche l'addio all'Ires – l'imposta sul reddito delle società – e l'introduzione di un'imposta sul reddito imprenditoriale («Iri»). In sostanza il nuovo regime punta a separare la tassazione dell'impresa da quella dell'imprenditore o del professionista. Ci sarà così una tassa allo stesso modo per tutte le imprese (e professioni) indipendentemente dalla forma giuridica (individuale, società di persone o di capitali).

Sull'Iva si punta, poi, alla razionalizzazione dei sistemi speciali in funzione della particolarità dei settori interessati e si apre all'introduzione dell'Iva di gruppo. Al via anche le cosiddette «green taxes», le imposte con cui dovrà essere finanziato lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Il Governo avrà, infine, il compito di ridefinire l'abuso di diritto come confermato anche dal sottosegretario Ceriani che ha respinto il pressing di chi voleva disciplinare la materia nel Dl fiscale: «Il tema dell'elusione deve essere disciplinato – ha spiegato sempre in commissione Finanze della Camera – nell'ambito di un provvedimento organico, adeguatamente approfondito e tecnicamente funzionale, che contribuisca a stabilizzare la situazione del Paese».

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