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Questo articolo è stato pubblicato il 16 maggio 2012 alle ore 19:06.

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Alta tensione sui voucher agricoli in Parlamento e tra le parti sociali. L'emendamento al ddl di riforma del mercato del lavoro, presentato in commissione Lavoro al Senato che ha ristretto l'utilizzo dei «ticket», ha incassato ieri la bocciatura del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania. Mentre i relatori, d'intesa con il ministro Elsa Fornero, continuano a sostenere il nuovo impianto. E l'empasse potrebbe addirittura frenare l'iter del provvedimento. Intanto sono insorte anche le organizzazioni agricole che «leggono» nell'emendamento la volontà di cancellare i buoni lavoro nel settore agricolo.

La storia
Tutto è iniziato con la riformulazione estensiva dei voucher contenuta nel ddl di riforma che ampliava l'uso in agricoltura con la possibilità di utilizzare i buoni per tutti i lavoratori e non più solo studenti, pensionati, casalinghe e cassintegrati così come previsto dalla norma del 2008. Una mossa però che non era piaciuta affatto ai sindacati agricoli, Fai, Flai e Uila che avevano risposto con scioperi e manifestazioni nelle principali piazze italiane.

I nuovi vincoli
Proteste accolte con l'emendamento «riparatore» che ha blindato l'uso dei ticket solo alle aziende con fatturato inferiore a 7mila euro. Altri vincoli sono il valore orario di 10 euro e il divieto di impiegare lavoratori assunti nell'anno precedente come operai agricoli.

La bocciatura del ministro Catania
Il ministro Catania si è dichiarato contrario «a qualsiasi modifica dell'attuale assetto normativo che impedisca alle aziende agricole di usare i voucher, una risorsa utile che risponde alle esigenze circoscritte ma importanti per la vita delle imprese in alcuni brevi episodi di attività, come per esempio la raccolta della olive o la vendemmia».

No delle organizzazioni agricole
E per la Coldiretti se dovesse passare l'emendamento il sistema di fatto sarebbe smantellato. Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, non usa mezzi termini e denuncia «l'ennesimo caso di miope disattenzione che penalizza un settore strategico per il Paese. Se il governo e la maggioranza parlamentare - avverte Marini - pensano di avere trovato nell'agricoltura l'agnello sacrificale per fare digerire la riforma del lavoro si sbagliano di grosso».

Magrini: finora 25 milioni di voucher utilizzati
Il responsabile Lavoro dell'organizzazione, Romano Magrini ricorda che «Finora dei 25 milioni di voucher utilizzati oltre 11 milioni sono agricoli e non c'è stata la destrutturazione del mercato del lavoro. Anzi, i voucher sono stati uno strumento validissimo per far uscire dal sommerso tanti lavoratori».

La Cia chiede soluzioni equilibrate
Sulla stessa lunghezza d'onda anche la Cia che chiede al Parlamento uno sforzo «per trovare soluzioni equilibrate e che tutelino in primo luogo l'esigenza di offrire, rispetto a tali fattispecie di lavoro atipico, un quadro legislativo trasparente, efficace e che eviti abusi». Ma per i segretari generali di Flai, Stefania Crogi, Fai, Augusto Cianfoni e Uila, Stefano Mantegazza, bisogna superare velocemente la fase di stallo e approvare l'emendamento che - sostengono - «è un punto di equilibrio che consideriamo ragionevole e che, se fosse modificato, porterebbe ad un'immediata risposta della categoria».

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