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Questo articolo è stato pubblicato il 02 aprile 2013 alle ore 16:34.

(1) Piani di verifiche di 3ª fascia (con volume d'affari oltre € 100.000.000)
Gli obiettivi di verifica nei confronti dei contribuenti ricompresi nella 3a fascia di volume d'affari sono determinati dall'art. 27, commi da 9 a 11, del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito dalla Legge 8 gennaio 2009, n. 2, a norma del quale le "imprese di più rilevanti dimensioni" sono destinatarie di un controllo sostanziale, di norma, entro l'anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, sulla base di specifiche analisi di rischio. La Guardia di Finanza concorre all'attuazione della citata disposizione mediante l'effettuazione di verifiche nei confronti dei contribuenti a più elevato livello di rischio di evasione.

All'esito di un monitoraggio condotto a livello centrale, sugli interventi ispettivi svolti nei riguardi dei soggetti di maggiori dimensioni nel biennio 2010-2011, è emerso che:
- le verifiche nei confronti dei contribuenti in argomento sono risultate di gran lunga le più remunerative in termini di rendimento medio;
- parte degli interventi eseguiti ai fini doganali, dell'IVA intracomunitaria e delle accise (individuati sulla base della "fonte di innesco" corrispondente) è stata effettuata al solo scopo di conseguire gli obiettivi numerici assegnati nell'ambito delle verifiche di 3a fascia, peraltro con risultati assolutamente marginali in tutti i settori di servizio.

Pertanto, tenuto conto delle priorità politiche fissate dall'Autorità di Governo e allo scopo di incrementare ulteriormente la qualità delle verifiche nei confronti della specifica categoria, è stato previsto un numero minimo di interventi da eseguire che, però, dovrà riguardare unicamente i settori delle imposte sui redditi e dell'IVA. Considerata la rilevanza strategica della presenza ispettiva del Corpo in questo segmento, è necessario che i contribuenti siano selezionati non solo in relazione alla sussistenza di più elevati profili di rischio, ma anche sulla base di specifici e concreti indizi di evasione, valorizzando a tal fine anche gli elementi acquisiti in altri segmenti della missione istituzionale.

Conseguentemente, fermo restando che il Corpo continuerà a concorrere all'attuazione della disposizione citata, i carichi ispettivi del 2013 sono stati rimodulati tenendo conto del numero di verifiche concluse negli anni 2010 e 2011 e dei risultati conseguiti7, della platea dei contribuenti8 e dei militari effettivamente impiegati nell'esecuzione dei servizi della specie.
Le verifiche assegnate ai fini IVA e imposte sui redditi costituiscono il carico minimale da assicurare nell'anno: i Comandi Regionali potranno pertanto proporre, già in sede di condivisione, l'attribuzione di un obiettivo più elevato qualora dispongano di elementi che facciano ritenere opportuna e proficua una maggiore presenza ispettiva nei confronti dei contribuenti con volume d'affari superiore a 100 milioni di euro.
Si confermano le disposizioni contenute nella circolare n. 579/INCC del 26 novembre 2011 (paragrafo 2.b.) riguardanti le modalità di coordinamento a livello regionale con l'Agenzia delle Entrate e le misure da adottare per garantire la massima riservatezza dei soggetti segnalati.

(2) Piano di interventi di 2ª fascia di volume d'affari (da € 5.164.569 a € 100.000.000)
Nei confronti dei contribuenti ricompresi nella 2a fascia di volume d'affari, il carico ispettivo è vincolato dall'art. 24, comma 2, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, in base al quale l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza realizzano coordinati piani d'intervento annuali nei confronti dei contribuenti non soggetti a studi di settore né a tutoraggio, elaborati su analisi di rischio a livello locale che riguardino, rispettivamente, almeno un decimo ciascuno della platea di riferimento, a livello non solo nazionale, ma anche regionale e provinciale.
Dall'esame dei contribuenti rientranti in questa fascia di volume d'affari è emerso un incremento (+8,4%) della platea di riferimento rispetto a quella presa a base della condivisione degli obiettivi per il 2012, che ha determinato un conseguente aumento del numero degli interventi da assicurare nel 2013.

Anche nei confronti dei soggetti economici rientranti in questa categoria è stato individuato un numero minimo di verifiche da eseguirsi nei settori delle imposte sui redditi e dell'IVA, parametrato sulla platea di riferimento e sulle verifiche concluse nel biennio 2010/2011. Allo scopo di evitare che la necessità di conseguire il carico complessivo previsto dal citato art. 24 del D.L. n. 78/2010 possa incidere negativamente sulla qualità delle attività ispettive, il raggiungimento degli obiettivi sarà assicurato, in aggiunta alle verifiche assegnate, mediante l'esecuzione di uno specifico numero di "interventi".

Gli "interventi" potranno consistere nell'esecuzione di ulteriori verifiche o controlli ai fini delle imposte sui redditi e dell'IVA, ovvero verifiche in materia doganale, ai fini delle accise o dell'IVA intracomunitaria, secondo le valutazioni dei Comandanti Regionali.
La quantificazione del target degli "interventi" è stata effettuata secondo le stesse logiche perequative già adottate per il sub-obiettivo dei controlli nel decorso biennio.
Si tratta di una significativa novità rispetto alle linee guida precedentemente adottate, che viene introdotta per migliorare la qualità della presenza ispettiva del Corpo nei confronti dei contribuenti rientranti nella 2a fascia di volume d'affari.

Infatti, le analisi condotte nello specifico comparto hanno permesso di rilevare che:
- nel 2011, l'11% delle verifiche eseguite ai fini delle imposte sui redditi e dell'IVA è stato concluso senza la constatazione di violazioni di carattere sostanziale;
- le richieste di rimodulazione avanzate nel corso del 2012 hanno riguardato anche la "conversione" di verifiche in controlli.
Pertanto, a differenza delle precorse annualità, non viene più assegnato il sub-obiettivo dei controlli nei confronti dei soggetti di medie dimensioni, ma un numero di "interventi" che, unitamente al carico minimo di verifiche ai fini dell'IVA e delle imposte sui redditi, permetterà di raggiungere l'obiettivo normativo di presenza ispettiva nei confronti del decimo della platea di riferimento.

Alla luce di quanto precede, i Comandi Regionali provvederanno a ripartire i carichi delle verifiche, ai fini dell'IVA e delle imposte sui redditi, e degli "interventi" avendo cura di rispettare, anche a livello provinciale, il vincolo normativo previsto dal citato art. 24 del D.L. n. 78/2010. Il carico complessivo è stato determinato in funzione della platea dei contribuenti di medie dimensioni, i cui dati sono stati già condivisi con la Direzione Centrale Accertamento dell'Agenzia delle Entrate e costituiranno l'unica base di riferimento per la redistribuzione dei carichi e il previsto coordinamento a livello provinciale.

Il criterio di flessibilità conseguente all'assegnazione dell'obiettivo degli "interventi" è volto a consentire ai Comandi Regionali di operare una equilibrata ripartizione che tenga conto non solo della media delle verifiche eseguite nel biennio precedente, ma anche delle caratteristiche dei fenomeni illeciti che connotano le specifiche realtà territoriali, nella prospettiva di migliorare la qualità della presenza ispettiva della Guardia di Finanza nei confronti dei contribuenti di medie dimensioni.
I criteri di ripartizione degli "interventi" saranno rappresentati a questo Comando Generale nell'ambito del processo di condivisione, mentre la loro ripartizione numerica e per tipologia tra i Comandi Provinciali sarà comunicata tramite la procedura STAT a conclusione della condivisione, ferma restando la possibilità di apportare successivamente – garantendo comunque l'invarianza del numero complessivo di "interventi" – le rimodulazioni ritenute opportune. In particolare, potranno essere avanzate motivate richieste di conversione in controlli di parte delle verifiche assegnate ai fini IVA e delle imposte sui redditi.

Si confermano le direttive impartite con le circolari n. 367/INCC datata 22 novembre 2010 e n. 25/INCC del 27 gennaio 2012, riguardanti il coordinamento tra i Comandanti Provinciali ei Direttori Provinciali dell'Agenzia delle Entrate per la programmazione nominativa, che riguarderà esclusivamente le verifiche ai fini dell'IVA e delle imposte sui redditi.

(3) Piani di verifiche di 1ª fascia di volume d'affari (fino a € 5.164.568)
L'analisi condotta sui risultati conseguiti nei primi dieci mesi del 2012 nei confronti dei contribuenti in esame ha posto in risalto l'efficacia delle linee di indirizzo impartite con le circolari n. 472/INCC del 4 ottobre 2011 e n. 579/INCC in data 26 novembre 2011, con le quali si è proceduto alla conversione di 2.000 verifiche in controlli e alla rimodulazione delle attività ispettive nei confronti dei contribuenti di minori dimensioni.
Infatti, nonostante la diminuzione del numero delle verifiche eseguite, la media dei risultati conseguiti (ricavi non dichiarati, costi non deducibili ai fini delle imposte sui redditi e IVA dovuta) è superiore a quella degli interventi della specie conclusi nel biennio 2010 e 2011.

Nell'ottica di proseguire il processo di miglioramento qualitativo dell'azione ispettiva, anche nei confronti dei contribuenti di minori dimensioni è stato previsto per il 2013, analogamente alle altre fasce di volume d'affari, un obiettivo minimo di verifiche da eseguirsi, solo nei settori delle imposte sui redditi e dell'IVA. Conseguentemente, ai fini del raggiungimento dello specifico obiettivo, non concorreranno le verifiche in materia di accise e IVA intracomunitaria, per le quali sono stati previsti specifici carichi ispettivi, nonché quelle in materia doganale.
Il numero degli interventi da svolgere è stato determinato prendendo in considerazione la media delle verifiche concluse ai fini dell'IVA e delle imposte sui redditi nel biennio 2010-2011, da cui sono state sottratte le attività che si sono concluse senza la constatazione di risultati nei principali settori di servizio9.

Allo scopo di consentire la programmazione nominativa dei soggetti da sottoporre a verifica nel primo semestre del 2013 – che dovrebbe essere inviata al livello gerarchico superiore a quello proponente entro il 15 dicembre10 – i Comandanti di reparto procederanno a pianificare un numero di obiettivi sulla base del carico che sarà attribuito loro dai Comandi Regionali in sede di ripartizione dei target assegnati con la presente11 e a trasmettere l'elenco, per l'approvazione, al livello gerarchico sovraordinato entro il 15 gennaio 2013.
Le modifiche agli obiettivi di verifica, autorizzate dal Comando Generale in accoglimento delle eventuali richieste di rimodulazione che saranno avanzate nell'ambito del processo di condivisione dai Comandi Regionali, saranno tenute in considerazione per la programmazione del secondo semestre del 2013.

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