Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 12 ottobre 2013 alle ore 18:34.

My24
Premi alle Pa virtuose nella «spending review 2.0»

I l Consiglio dei ministri di venerdì scorso ha nominato Carlo Cottarelli, già responsabile del Dipartimento affari di bilancio del Fondo monetario internazionale, Commissario straordinario per la spending review. In precedenza tale incarico è stato ricoperto da Piero Giarda, Enrico Bondi e dall'ex Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio. I frequenti avvicendamenti al vertice e il ricorso a esperti come Giuliano Amato e Francesco Giavazzi dimostrano che non si tratta di un compito agevole.

Per poter operare in modo efficace, infatti, il Commissario necessita di una certa stabilità politica e di uno staff tecnico adeguato, condizioni che non sempre si sono verificate in passato. Il risultato è che, a eccezione dei tagli "mediani" di Bondi che hanno sostituito i precedenti tagli "lineari" di Tremonti, i lavori raramente hanno inciso sulla spesa pubblica improduttiva. Va anche detto che tali lavori hanno avuto il merito di evidenziare determinati margini di razionalizzazione e di avviare una proficua dialettica con le amministrazioni coinvolte. In vista del rilancio delle attività può essere utile qualche considerazione per affinare il metodo di lavoro.
Il processo di revisione della spesa pubblica dovrà essere unitario e interno alla Pa; il modello da seguire potrà essere ispirato ai Nuclei di analisi e valutazione della spesa già istituiti e operanti presso le amministrazioni centrali dello Stato; questi soggetti dovranno rendicontare i risultati conseguiti sia sul fronte del contenimento della spesa che su quello del recupero di efficacia e efficienza. In accordo con quanto definito nei documenti di programmazione ciascun Nucleo dovrà rispettare obiettivi di breve, medio e lungo termine. Il loro mandato andrà rafforzato e la composizione resa più funzionale rispetto agli obiettivi da perseguire.

Il buon senso, merce rara di questi tempi, dovrà prevalere rispetto a virtuosismi teorici o complicazioni burocratiche. Le regole dovranno essere chiare in partenza e andranno evitati procedimenti punitivi; il processo di contenimento della spesa dovrà essere graduale, distribuito tra più esercizi finanziari e accompagnato da un miglioramento della qualità dei servizi erogati. Se l'approccio basato sulla partecipazione e il coinvolgimento delle amministrazioni non dovesse produrre i risultati attesi, allora si potrà procedere con riduzioni di spesa selettive e guidate dai risultati delle evidenze empiriche.
La prassi secondo cui alle amministrazioni si chiedono dati e lavoro e in cambio si restituiscono tagli, non solo è discutibile sul piano della cortesia istituzionale ma si è dimostrata anche inefficace. Tale prassi dovrà essere sostituita da meccanismi di premialità finanziaria o gestionale che favoriscano la partecipazione attiva e la collaborazione tra portatori di interessi contrapposti.
Infine, per portare a termine un progetto così ambizioso sarà necessario coinvolgere e motivare il personale qualificato presente nella Pa introducendo una qualche forma di incentivazione basata sui risultati ottenuti; se necessario le Cprofessionalità potranno essere integrate da esperti esterni a patto che questi ultimi lavorino al fianco del personale di ruolo proponendo soluzioni fattibili piuttosto che ulteriori diagnosi di problemi già noti.

Sarà compito del Commissario straordinario fare tesoro del patrimonio di esperienze maturate nel corso di questi anni affinché si possa dare avvio a una nuova stagione di lavori, una sorta di Spending review 2.0. La fase delle prove tecniche è ormai terminata, si deve procedere in modo celere e rigoroso perché la razionalizzare della spesa pubblica è un obbligo morale prima che una necessità contabile, un dovere che abbiamo nei confronti dei nostri genitori e figli, in una parola sola del nostro Paese.

@GNannariello

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi