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Questo articolo è stato pubblicato il 05 giugno 2010 alle ore 13:54.
BUSAN (Corea) – «Sono sorpreso dalle dichiarazioni del nuovo governo ungherese». Alla domanda del Sole-24 Ore, la prima della sua conferenza stampa a fine G 20, il direttore del Fondo monetario, Dominique Strauss-Kahn, dice semplicemente quello che pensa sulle affermazioni di Budapest che il deficit è molto peggiore di quello pubblicato e l'insolvenza è possibile.
L'Fmi, che due anni fa, nel pieno della crisi globale, ha fatto un prestito all'Ungheria da più di 15 miliardi di dollari, ha sotto controllo, quasi giorno per giorno, le cifre dei conti pubblici ungheresi. «Sono convinto che i numeri siano giusti», dice Strauss-Kahn, il quale poi, da politico consumato, sostiene più diplomaticamente che una missione del Fondo sarà a Budapest nei prossimi giorni per verificare il "buco" di bilancio che, secondo il governo entrante, avrebbe lasciato quello uscente .
Il governo ungherese scherza col fuoco. Fonti monetarie a Busan osservano che, se il nuovo esecutivo ungherese voleva giocare a un gioco politico molto in uso anche in altri paesi, quello di dar la colpa di tutto a chi lo ha preceduto, ha scelto il momento sbagliato per scherzare con il fuoco, cioé con i mercati finanziari, già in subbuglio e per di più con la freschissima memoria del caso-Grecia. Tanto che si è dovuto affannare anche il commissario europeo Olli Rehn, anche egli presente a Busan, per dire che l'idea che l'Ungheria possa andare in default è «una esagerazione». Un'esagerazione diffusa dallo stesso governo di Budapest, che ieri ha dovuto cercare di limitare i danni con una parziale marcia indietro.
Le preoccupazioni del G 20. Certo, la crisi europea si è propagata rapidamente nelle ultime ventiquattr'ore dai mercati finanziari internazionali al tavolo delle discussioni dei ministri e governatori del G 20 qui a Busan in Corea del Sud. La preoccupazione sottolineata anche nel comunicato finale diffuso poco fa è che la volatilità dei mercati provocata dalla crisi del debito, prima delle Grecia, ora dell'Ungheria, più avanti forse di altri paesi dell'Europa meridionale, possa far deragliare la crescita ed estendersi al resto dell'economia mondiale.










