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Questo articolo è stato pubblicato il 04 agosto 2010 alle ore 16:13.
«Ci auguriamo che si tratti di uno scontro isolato» e che «entrambe le parti abbiano l' intenzione di ridimensionare lo scontro che rimane grave e molto preoccupante». Così il ministro degli Esteri Franco Frattini, riferendo in Aula alla Camera sugli scontri di ieri tra esercito israeliano e libanese sulla "linea blu". «Allo stato attuale», la situazione al confine tra Israele e Libano «è sotto controllo», ha assicurato il numero uno della Farnesina, e si è tornati a una «apparente normalità». Frattini ha ricordato che gli scontri sono avvenuti in «un'area di operazione della missione Unifil, in particolare sotto il monitoriaggio del contingente indonesiano»
L'iniziativa politica della comunità internazionale non si è fatta attendere, ha detto Frattini, «con un invito formale degli Stati Uniti e dell'Unione europea a un ritorno alla calma, alla cessazione di ogni azione militare e alla preservazine di un atteggiamento di moderazione assoluta».
Frattini ha poi sottolineato che la presenza della missione Unifil in Libano è «deteminante per la stabilizzazione dell'area». E spiegando che la missione, alla quale partecipano 1.900 militari italiani, «ha il ruolo di aiutare le parti a far progredire la situazione», «evolvere lo status quo di fragilità e potenziale crisi» per arrivare alla «stabilizzazione e riconciliazione».
L'armamento di Hezbollah in Libano «è crescituto in qualità e quantità così come la presenza sul territorio» dei miliziani del "Partito di Dio", ha affermato Frattini. «Si è
fatto più forte il senso di accerchiamento dello Stato di Israele», ha aggiunto Frattini che ha rivolto un appello agli "attori" della regione, Egitto, Arabia Saudita e Turchia, per «migliorare la situazione nell'area».
Franco Frattini ha confermato la missione a Gaza di alcuni ministri degli Esteri dell'Unioneeuropea «nei primissimi giorni di settembre». Frattini ha spiegato che «la visita nella regione ci porterà nella Striscia ma non solo, e avrà l'obiettivo di incoraggiare i propositi» del presidente americano Barack Obama e dell'inviato Usa George Mitchell «di far ripartire il negoziato di pace». Per Frattini, la pace tra israeliani e palestinesi «è possibile» e bisogna mettere da parte gli scetticismi: «Dobbiamo fare in fretta, perchè il tempo corre contro coloro che vogliono la pace», ha avvertito il titolare della Farnesina.(N.Co.)