House Ad
House Ad
 

Notizie USA

Ecco come può cambiare la strategia americana a Kabul dopo la sconfitta di metà mandato di Obama

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 08 novembre 2010 alle ore 17:37.

La vittoria dei repubblicani nelle elezioni di Mid-term statunitensi potrebbe influire sulla strategia della Casa Bianca in Afghanistan finora basata sul un'irremovibile data per l'inizio del ritiro delle truppe fissata nel luglio 2011. Pressato dal Pentagono e soprattutto dal generale David Petraeus che guida le forze alleate a Kabul, lo stesso Barack Obama aveva più volte sottolineato che dall'anno prossimo sarebbe solo iniziato il ritiro delle forze militari da completarsi entro il 2015 e solo se la situazione sul campo lo consentirà.

Una posizione duramente criticata dai repubblicani ma anche da alcuni vertici militari che ritengono un inaudito regalo ai talebani indicare la data del ritiro delle truppe e ricordano che George W. Bush rispondeva alle domande sulla fine dell'impegno militare in Iraq e Afghanistan con la frase divenuta celebre «la nostra exit strategy è la vittoria».


Con la maggioranza acquisita alla Camera i repubblicani eserciteranno probabilmente forti pressioni sul presidente per far scomparire ogni riferimento al disimpegno. Nonostante la guerra afghana non goda di molta popolarità presso l'opinione pubblica, Buck McKeon, probabile nuovo presidente della Commissione Difesa della Camera (Armed Services Committee): ha già fatto sapere che i repubblicani «assicureremo alle truppe Usa di avere tutto il tempo necessario per raggiungere gli obiettivi prefissati» garantendo che «i nostri soldati schierati in Afghanistan, Iraq e nel resto del mondo abbiamo gli equipaggiamenti, le risorse, l'autorità, l'addestramento e il tempo necessari per completare con successo le missioni e tornare a casa».


Una linea che punta a riportare il conflitto contro l'estremismo islamico al centro della politica statunitense dopo gli ultimi due anni nei quali i democratici hanno volutamente messo la sordina alle vicende belliche rimuovendo addirittura dal linguaggio politico il termine «guerra al terrorismo». McKeon ha infatti sottolineato che «l'America rimane una nazione in guerra, più di 150mila nostri figli e nostre figlie sono schierati nel mondo nella lotta ad al-Qaeda e al terrorismo».

L’articolo continua sotto

La Russa incontra Petraeus, primi rientri delle truppe italiane già dal 2011

«È sbagliato fissare il giorno, il mese e l'ora». Anche se «il 2011 sarà un anno importante». Lo ha

David Petraeus (Ap)

Quattro alpini uccisi e uno ferito in Afghanistan. Petraeus: non dimenticheremo il loro coraggio

Quattro alpini della brigata Julia in Afghanistan sono rimasti uccisi e uno rimasto ferito

Le nuove direttive di Petraeus in Afghanistan: «Conquistare la fiducia della popolazione»

Un anno dopo le «linee guida» del generale McChrystal, i 130 mila soldati alleati schierati in

Donne soldato in Afghanistan

A Kabul si è svolta la cerimonia di promozione delle prime donne ufficiali dell'esercito afghano

Donne soldato in Afghanistan

A Kabul si è svolta la cerimonia di promozione delle prime donne ufficiali dell'esercito afghano

Donne soldato in Afghanistan

A Kabul si è svolta la cerimonia di promozione delle prime donne ufficiali dell'esercito afghano

Tags Correlati: Afghanistan Qari | Al Qaeda | Barack Obama | Camera dei deputati | Commissione Difesa | David Petraeus | George W. Bush | India | Iraq | Kabul | Mohammad Yusuf Ahmadi | Politica | Stati Uniti d'America |

 


Le pressioni previste da parte dei repubblicani potrebbero venir accolte senza troppe resistenze dalla Casa Bianca considerato che Obama, parlando in India agli studenti di Mumbai, ha ammesso che i progressi fatti dal governo pachistano contro il terrorismo «non sono veloci come vorrei, in parte perché le province nord occidentali sono un territorio molto difficile». Di fatto l'assenza di progressi nel contrasto ai talebani nella Tribal Area, roccaforte e retrovia dei jihadisti che combattono le forze alleate e di Kabul anche gli sviluppi militari attesi sui campi di battaglia afghani sembrano destinati a subire ritardi.


La possibilità che Washington torni a cavalcare la tigre della lotta al terrorismo non sembra aver colto di sorpresa i talebani che con tempismo perfetto hanno avviato una campagna di comunicazione rivolta proprio al Congresso e quindi mirata influenzare anche la nuova maggioranza repubblicana alla Camera. Nella loro prima "lettera aperta" al Congresso, resa nota il 7 novembre, i talebani sostengono che i militari americani mentono sistematicamente a deputati e senatori sull'andamento del conflitto in Afghanistan e per dimostrarlo propongono l'invio di una commissione d'indagine politica che indaghi sulla realtà della situazione afghana. Nel documento di varie pagine firmato dal portavoce dell'Emirato islamico dell'Afghanistan Qari Mohammad Yusuf Ahmadi, si ricorda che il 7 giugno scorso il conflitto afghano ha superato per durata quello del Vietnam «diventando il più lungo della storia d'America». In tono insolitamente rispettoso e garbato, i talebani accusano gli americani di aver trasgredito «tutte le norme universali ed i principi riguardanti la guerra» causando morte e distruzione nella popolazione afghana aggiungendo che «gli ufficiali militari vi sottopongono informazioni distorte sull'Afghanistan per mantenervi in una condizione di ottimismo fuorviante». I talebani hanno invitato una delegazione congressisti i cui membri «abbiano la massima libertà e siano tenuti lontano dai dei servizi di intelligence». «In questo modo potreste verificare se i vostri generali vi lasceranno liberi di girare o se vi terranno reclusi negli hotel e nelle caserme come detenuti di lusso», visto che la sicurezza «è garantita solo per pochi chilometri attorno a Kabul o alle basi militari straniere». Ovviamente l'invito non ha nessuna possibilità di essere accolto anche perché i congressisti statunitensi rappresenterebbero un bersaglio molto appetibile se si muovessero liberamente fuori dalle basi militari ma l'iniziativa dei talebani, al di là dei contenuti propagandistici, conferma ancora una volta l'attenzione posta dai jihadisti agli sviluppi politici a Washington.

Shopping24

Da non perdere

L'esempio di Baffi e Sarcinelli in tempi «amari»

«Caro direttore, ho letto (casualmente di fila) i suoi ultimi tre memorandum domenicali. Da

L'Europa federale conviene a tutti

Ho partecipato la scorsa settimana a Parigi a un incontro italo francese, dedicato al futuro

Non si può privatizzare la certezza del diritto

In questa stagione elettorale, insieme ad un notevole degrado, non solo lessicale, ma anche di

Le sette criticità per l'economia Usa

Quale futuro si prospetta per l'economia degli Stati Uniti e per quella globale, inevitabilmente

Sull'Ilva non c'è più tempo da perdere

La tensione intorno al caso dell'Ilva non si placa. Anzi, ogni giorno che passa – nonostante i

Casa, la banca non ti dà il mutuo? Allora meglio un affitto con riscatto. Come funziona

Il mercato dei mutui in Italia resta al palo. Nell'ultimo mese la domanda di prestiti ipotecari è


Jeff Bezos primo nella classifica di Fortune «businessperson of the year»

Dai libri alla nuvola informatica: Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato di Amazon,

Iron Dome, come funziona il sistema antimissile israeliano che sta salvando Tel Aviv

Gli sporadici lanci di razzi iraniani Fajr-5 contro Gerusalemme e Tel Aviv costituiscono una

Dagli Assiri all'asteroide gigante del 21/12/2012, storia di tutte le bufale sulla fine del mondo

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da