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Al vertice Nato agenda fitta su Afghanistan e scudo anti-missile. Mosca chiede un ruolo paritario

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 novembre 2010 alle ore 14:13.

Nuovo concetto strategico, strategia di transizione in Afghanistan e rapporti con la Russia. È un'agenda ambiziosa quella del vertice Nato che si apre a Lisbona nel pomeriggio, alla presenza del presidente americano Barack Obama. L'Alleanza Atlantica è davanti a sfide cruciali e c'è attesa per l'esito del summit, cui partecipa anche il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Al centro dei lavori l'Afghanistan e il processo di graduale passaggio delle responsabilità alle autorità di Kabul. Non si discuterà però di date per il ritiro né verrà fornita una road map per il disimpegno delle forze Nato, anche se Obama si aspetta che l'alleanza sia d'accordo sull'impegno a rafforzare la presenza di personale di addestramento per le forze afghane.

È condivisa, in ogni caso, l'idea che si tratta di un processo «conditions based» e che l'annuncio di date certe per il ritiro dall'Afghanistan potrebbe avvantaggiare la guerriglia. Resta l'orizzonte temporale del 2014, anno entro il quale il presidente Hamid Karzai vorrebbe veder completato il ritiro. Per Washington si tratta di un obiettivo realistico ma non scontato. «Faremo un annuncio molto importante al summit di Lisbona, che la transizione graduale comincerà agli inizi del 2011 e speriamo di vedere completato questo processo per la fine del 2014, ritengo sia una road map realistica», ha commentato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, intervistato dalla Bbc, prima dell'apertura dei lavori. E a proposito dei piani americani che prevedono l'avvio del rimpatrio di truppe dal prossimo anno, Rasmussen ha detto di non esserne a conoscenza. «Al contrario, ritengo che tutti gli alleati continueranno ad essere impegni fino a che il lavoro non sarà completato», ha osservato.

Barack Obama, dal canto suo, ha assicurato che anche quando si sarà conclusa la transizione in Afghanistan, con il passaggio delle responsabilità militari alle autorità afghane, il paese «non sarà abbandonato a se stesso» dagli Stati Uniti e dalla Nato. In un'intervista al quotidiano portoghese Publico, il presidente americano ha spiegato che al summit Nato di Lisbona gli alleati «armonizzeranno il loro approccio in modo da poter lanciare il periodo di transizione che deve portare gli afghani a prendere all'inizio dell'anno prossimo la responsabilità della loro sicurezza» in vista del definitovo passaggio delle consegne previsto per il 2014.

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La Russia, poi. Mosca chiederà alla Nato un ruolo paritario per lo scudo anti-missile in Europa. Lo ha anticipato il consigliere del Cremlino per gli Affari internazionali, Serghei Prikhodko. «Ci piacerebbe che l'idea di una partnership equa e l'importanza della creazione congiunta di un sistema missilistico che garantisca la sicurezza sia inserito, in un modo o nell'altro, nel documento», ha spiegato il consigliere, precisando che «equità significa prendere decisioni comuni, almeno in alcuni contesti». Per Mosca lo scudo anti-missile deve puntare a «rafforzare la sicurezza di tutti gli Stati europei senza eccezioni e sottolineare l'entità indivisibile della sicurezza».

Su questo punto Francia e Germania hanno trovato un accordo. Lo ha riferito - a poche ore dall'inizio del vertice Nato di Lisbona - il quotidiano francese Le Figaro, citando «fonti concordanti». Il compromesso, spiega il giornale, «è stato trovato in extremis», con la redazione di un testo condiviso che sarà sottoscritto domani dai 28 dirigenti occidentali«. Il disaccordo tra i due paesi riguardava in particolare il disarmo nucleare, su cui la Germania accelera mentre la Francia frena, non essendo intenzionata a dismettere i propri arsenali. Nelle ultime trattative, «Berlino ha rinunciato a legare il lancio dello scudo a un impegno collettivo al disarmo», mentre Parigi «non esige più che la difesa antimissile sia esplicitamente descritta come semplice 'complementò alla dissuasione nucleare». (Al. An.)

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