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Questo articolo è stato pubblicato il 07 dicembre 2010 alle ore 22:14.
«Escludo che Berlusconi ottenga la fiducia» e «ho buone ragioni per dirlo». Così Gianfranco Fini, presidente della Camera, intervistato da Giovanni Floris alla trasmissione Ballarò. Il leader del Fli ritiene che non si andrà a votare, perché «le elezioni non servono a nessuno», ma se dovesse accadere, «ci sarà un'alleanza con il polo della moderazione, l'area di responsabilità» nata nel corso di queste settimane.
Poi rispondendo a distanza al premier che nei giorni scorsi aveva definito "irresponsabile" minare la stabilità del governo ha detto: «È verissimo che serve la stabilità, ma bisogna capire cosa significa: anche i paracarri sono stabili, non si muovono nemmeno con le cannonate...». Stabilità, ha detto Fini, «non significa stare fermi aspettando che passi la bufera, ma significa governare».
«Almeno alla Camera Berlusconi non gode più di una maggioranza numerica né politica» e «questo a ragione del fatto che ha espulso il cofondatore» del partito. «Il vero ribaltone - ha detto Fini - lo ha fatto chi ha contribuito a mettere alla porta il cofondatore del partito e chi si è considerato il padrone del partito». E ha elencato le sue critiche al premier: «scarso rispetto delle istituzioni e poca attenzione al tema della legalità».
Intanto il terzo polo ha depositato nei giorni scorsi alla Camera una mozione di sfiducia accompagnata da 85 firme. E proprio sul fronte di eventuali alleanze Fini ha detto di non considerare possibile quella con il Pd se si tornasse al voto. «perché l'orizzonte di Fli è nell'ambito del centrodestra». Fini ha ribadito, comunque, che dopo il 14 dicembre non lascerà la presidenza della Camera.
L'accusa di tradimento? «Quando non si hanno altri argomenti si ricorre alla teoria del complotto», ha detto Fini, che non ha lesinato critiche all'ex alleato nel corso della trasmissione di Floris. «Berlusconi la smetta di inseguire fantasmi e di dire che il mondo ce l'ha con lui, si chieda perché segmenti della maggioranza che lo accompagnavano lo lasciano». Per Berlusconi, ha detto Fini, «politica significa fare il candidato premier, non altro».
Il presidente della Camera ha ribadito che a Montecitorio «il governo non avrà la maggioranza» e che comunque «galleggiare con un governicchio di minoranza confermerebbe agli italiani la convinzione che il governo non vuole più governare». Per Fini «sarebbe opportuno» che «Silvio Berlusconi prendesse atto che la maggioranza non c'è, rassegni le dimissioni« e «apra una fase politica nuova all'insegna della responsabilità», affronti con un'agenda la crisi economica. «Il problema non è chi guida il governo, ma che vuol fare il governo. Mi interessa cosa fa il governo, non chi lo guida». Fini ha anche denunciato la «campagna di alcuni quotidiani vicini al premier di autentica istigazione nei confronti di Fli e della mia persona». Una campagna, ha aggiunto, «da disperati». (N.Co.)