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Questo articolo è stato pubblicato il 01 gennaio 2011 alle ore 19:08.
I commilitoni del caporal maggiore Matteo Miotto hanno dato l'ultimo saluto alla salma del soldato ucciso venerdì 31 dicembre da un cecchino in Afghanistan. La bara avvolta nel tricolore è stata trasportata fuori dalla base italiana di Herat verso l'aeroporto da dove partirà un volo con arrivo previsto domani alle 10 allo scalo militare di Ciampino. Dalle 16,30 alle 19 di domani, al Policlinico Militare «Celio», sarà allestita la camera ardente. Le esequie solenni si terranno nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli lunedì 3 gennaio alle 11. Da lì la bara sarà trasportata a Thiene dove la camera ardente sarà aperta dopo l'arrivo della salma daRoma.
La camera ardente resterà aperta sino a martedì mattina quando sarà trasportata in Duomo a Thiene per i funerali fissati alle 10.30. Intanto si è appreso che Matteo Miotto aveva chiesto nel testamento di essere sepolto con i caduti di guerra nell'area loro riservata nel cimitero della sua città, Thiene. Il padre del militare nel frattempo ha lanciato ai microfoni di Sky l'appello a «fare chiarezza» sull'uccisione del figlio: «Quello che ci interessa è che Matteo non ce lo restituisce nessuno»; lui «era orgoglio e speranza per me e mia moglie».
Il papà del soldato ucciso ha raccontato di avere appreso la notizia «con brutalità. Mi ha chiamato un ufficiale. mi ha chiesto se ero il padre di Matteo, poi mi ha detto: volevo comunicarle che suo figlio è deceduto». Il rammarico maggiore per la famiglia, ha concluso il padre, «è che gli mancavano due settimane e poi sarebbe tornato a casa».










