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Questo articolo è stato pubblicato il 03 gennaio 2011 alle ore 16:58.
Dopo i funerali nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, la salma del primo caporal maggiore degli alpini Matteo Miotto, ucciso da un cecchino in Afghanistan la mattina del 31 dicembre scorso, è partita verso Thiene, la sua città natale in Veneto, dove è stato dichiarato il lutto cittadino e domani si terranno i funerali privati, ai quali comunque parteciperà anche il ministro della difesa Ignazio La Russa.
A Roma oggi ad attendere il feretro c'era una folla commossa di militari e cittadini. In prima fila i genitori e la fidanzata, Giulia, che aspettava di riabbracciarlo a fine gennaio quando sarebbe dovuto rientrare. Con loro amici, parenti e autorità, dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al ministro della Difesa La Russa, fino al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e al presidente del Copasir, Massimo D'Alema. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha potuto essere presente a causa dell'influenza, ma ha già chiesto di poter incontrare i genitori del caporal maggiore. La cerimonia è stata officiata da monsignor Vincenzo Pelvi, ordinario militare per l'Italia, che nell'omelia ha definito Matteo Miotto «un angelo del dolore innocente», ringraziandolo «a nome della nostra patria, di tutti i tuoi amici, degli alpini, di coloro che ti hanno voluto bene e che tu hai tanto amato», per «averci resi tutti capaci di bontà, di amore e di speranza e per avere reso più civile, più cristiana e più umana la nostra convivenza».
Il caporal maggiore Miotto, 24 anni, faceva parte del 7° reggimento Alpini di Belluno e della Task Force South East che da settembre opera nell'area al confine con la difficile provincia di Helmand. L'alpino è stato colpito mentre era di guardia a una torretta in una base avanzata nel distretto di Gulistan, nell'Ovest del Paese, nella parte sud dell'area di competenza italiana. La sua morte, causata da un cecchino, ha portato a 35 il numero dei caduti italiani in Afghanistan in questi anni, 23 dei quali in attentati e scontri a fuoco e uno suicida. Attualmente sono impegnati in Afghanistan circa 3.700 militari italiani.








