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Calderoli: ai comuni il 75% delle sanzioni sulle «case fantasma»

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 gennaio 2011 alle ore 16:50.

I comuni che si impegneranno a far emergere le case "fantasma" riceveranno un premio pari al 75% delle sanzioni. È quanto emerge dal resoconto della commissione Bicamerale per il federalismo fiscale che ieri si é riunita con il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. Il ministro, che dovrebbe depositare oggi la versione definitiva del decreto legislativo, ha segnalato la necessità di aumentare le sanzioni, ricordando che la scadenza per le denunce é stata prorogata al 31 marzo.

Ipotesi compartecipazione Irpef a comuni a 2,5 per cento
Calderoli, si legge ancora nel resoconto parlamentare, ha ipotizzato che potrebbe essere fissata, almeno in una prima fase, al 2,5% la compartecipazione all'Irpef dei comuni nel decreto sul fisco municipale. Per compensare la mancata attribuzione ai comuni di una parte
del gettito dell'imposta sui trasferimenti (che va allo Stato che ne gira ai municipi una quota tra il 20 o il 30%) - ha spiegato il ministro - si prefigura la possibilità di prevedere una compartecipazione all'Irpef, «in prima approssimazione - si legge nel testo - ipotizzabile al 2,5 per cento», che essendo un'imposta molto perequata realizza un efficace intervento correttivo.

Verso decreto ad hoc per sblocco Irpef comuni
Nel bollettino è scritto anche della possibilità di sblocco delle aliquote Irpef comunali con un provvedimento ad hoc, con mani più libere quindi per i municipi virtuosi che collaborano alla lotta all'evasione fiscale. «Relativamente all'addizionale comunale all'Irpef - si legge nel bollettino di ieri della commissione - il ministro Calderoli «precisa che in un provvedimento ad hoc saranno disciplinate le modalità di funzionamento di tale tributo, prevedendo una certa manovrabilità delle aliquote che sarà più accentuata per quei comuni che si dimostreranno più attivi nella lotta all'evasione fiscale».

Corte dei conti: la riforma del federalismo ha trascurato i controlli
Di federalismo fiscale ha parlato anche il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino. La riforma del federalismo ha «forse trascurato» la tematica in materia di controlli e «in questo contesto la Corte dei Conti può coprire l'esigenza di custode moderno dei conti, imparziale e professionalmente specializzato», ha detto Giampaolino intervenendo a un convegno sul federalismo fiscale. «La Corte - ha aggiunto - si pone come controllore neutrale e collaborativo nei confronti delle autonomie locali: se è preposta a vigilare sul rispetto del patto di stabilità e degli equilibri economici degli enti locali e delle regioni, è anche in grado di intercettare alcuni fenomeni per i quali il ruolo di turbativa è assunto da particolari modalità di gestione tenute dallo Stato nelle relazioni finanziarie verso detti enti». Giampaolino ha poi ribadito «l'esigenza di individuare adeguati strumenti perequativi» in seno al federalismo fiscale per «assicurare i livelli essenziali delle prestazioni sia sul piano sanitario che sociale». Secondo Giampaolino, «la garanzia dell'autonomia finanziaria costituisce la condizione indispensabile e lo strumento imprescindibile per la costruzione di un sistema federale ben congegnato e ben funzionante». Il presidente ha ravvisato anche la necessità di «una quantificazione del fabbisogno economico-finanziario per assicurare i livelli essenziali delle prestazioni», anche per la scuola.

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