Questo articolo è stato pubblicato il 27 gennaio 2011 alle ore 11:16.
La giunta per le autorizzazioni della Camera ha votato per la restituzione al tribunale di Milano degli atti sul caso Ruby. La decisione è stata presa 11-8. Secondo il Pdl gli atti vanno restituiti perchè competente sul caso Ruby sarebbe il tribunale dei ministri. La proposta deve ora passare all'esame dell'aula di Montecitorio. La decisione della Giunta è arrivata al termine di una giornata di scontri verbali fra maggioranza e opposizione, dopo che dal nuovo plico inviato ieri dalla Procura di Milano a ulteriore supporto della richiesta di perquisizione degli uffici milanesi del premier occupati dal contabile del premier Giuseppe Spinelli, è spuntato il caso della seconda minorenne che partecipava alle feste di Arcore.
Iris ad Arcore ancora minorenne Come attestano le nuove carte trasmesse dalla procura di Milano alla Giunta per le autorizzazioni della Camera, si tratta di Iris B., nata nel dicembre 1991, la cui presenza nelle residenze di Berlusconi è stata accertata il 22 novembre 2009. Una ragazza che risulta agli inquirenti notoriamente come una prostituta. La presenza di Iris B., ora maggiorenne, sarebbe stata registrata il 21 novembre 2009 nella cella telefonica di Porto Rotondo. Il 31 dicembre, sempre 2009, invece era ad Arcore. Resta da capire perchè, visto che a novembre il Cavaliere era in Arabia Saudita e il 13 dicembre in ospedale, dopo esser stato colpito dalla statuetta lanciata da Massimo Tartaglia. Nelle 227 pagine inviate dalla procura di Milano a Montecitorio, i procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e il pm Antonio Sangermano hanno indicato nuovi elementi probatori raccolti anche in seguito a una serie di perquisizioni a casa di una decina di ragazze ospiti in passato a villa San Martino - sette delle quali vivono nel residence di via Olgettina - e nell'appartamento e negli uffici di Nicole Minetti.
Il Pdl aveva chiesto di sollevare conflitto di attribuzione Il Pdl aveva chiesto già nella mattinata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere che la Camera sollevasse il conflitto di attribuzione nel caso Ruby. Maurizio Paniz (Pdl) ha esposto la tesi che competente sull'inchiesta non può essere il tribunale di Milano, ma il tribunale dei ministri, dal momento che Silvio Berlusconi avrebbe agito per motivi istituzionali quando si è mosso per Ruby, fermata dalla questura di Milano, pensando che fosse la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Poi il voto in commissione: tutti presenti nelle file della maggioranza, mentre in quelle dell'opposizione sono state registrate due assenze di cui una, quella del finiano Giuseppe Consolo, piuttosto significativa, visto che nel corso di un'intervista aveva detto esplicitamente che i pm di Milano stavano sbagliando perchè la competenza sul caso Ruby «è del tribunale dei ministri». L'altra assente è la parlamentare del Pd Anna Rossomando, infuenzata.
Bersani: situazione insostenibile. Di Pietro: siamo al golpe Forte l'attacco di Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico.«Le carte che arrivano ancora in Parlamento certificano di una situazione ormai insostenibile; una situazione che ammutolisce la voce dell'Italia nel mondo e che lascia completamente senza presidio i problemi che si accumulano nella vita degli italiani. Chi, anche nel centro destra, ha a cuore gli interessi fondamentali della nostra casa comune, deve finalmente indurre Berlusconi a fare un passo indietro e a liberare il Paese da un disagio non più sopportabile». Antonio Di Pietro (Idv) ha stigmatizzato la decisione della giunta per le autorizzazioni della Camera di chiedere la restituzione al tribunale di Milano degli atti sul caso Ruby. «Siamo al golpe - ha detto il leader dell'Idv - solo in un Paese antidemocratico il Parlamento si sostituisce alla magistratura sulla competenza di un tribunale».
Per Bossi sono pasticci che complicano le cose A stretto giro arriva la replica del portavoce del Pdl, Daniele Capezzone alle affermazioni del segretario del Pd. Bersani per Capezzone preferisce fare «il portavoce e l'aiutante di campo delle Procure». Per il leader della Lega, Umberto Bossi, «sono pasticci che complicano le cose».
Procura di Milano: gli attacchi alla Bocassini si qualificano da soli Il capo della procura di Milano Edmondo Bruti Liberati ha risposto con un comunicato ufficiale al Giornale, che oggi in prima pagina aveva il titolo: "Gli affari privati della dottoressa Boccassini". «Le campagne di denigrazione e l'attacco personale ai magistrati - scrive Edmondo Bruti Liberati - si qualificano da soli e in un sistema di civile convivenza devono essere un problema per chi ne è autore e non per chi ne è vittima». Nel comunicato il procuratore ricorda che tutti gli atti dell'inchiesta svolta da due procuratori aggiunti, Boccassini e Forno e dal sostituto Sangermano sono stati vistati da lui. Il procuratore Bruti Liberati ha anche espresso «pieno sostegno e apprezzamento nei confronti dei colleghi».
I legali del premier alla Giunta: non conosciamo i nuovi atti Piero Longo e Niccolò Ghedini, avvocati del premier, hanno presentato questa mattina una memoria alla Giunta per le autorizzazioni della Camera nella quale spiegano di non essere stati messi a conoscenza dalla Procura di Milano dei nuovi atti trasmessi sul caso Ruby.Gli avvocati lamentano il fatto che si tratta «in gran parte» di materiale documentale raccolto «successivamente al decreto di perquisizione». Informano di averne chiesto una copia ai pm di Milano ma di non averla ancora ricevuta.
Nelle case delle ragazze verbali mai consegnati in procura Nelle nuove carte ci sono verbali con dichiarazioni di Barbara Guerra, mai consegnati ufficialmente alla procura di Milano, trovati nel corso delle perquisizioni a casa di Maria Esther Garcia Polanco e già firmati dagli avvocati del premier. Chi ha letto il faldone riferisce che a casa di Marysthell Garcia Polanco sarebbero stati trovati i verbali degli interrogatori allegati alla memoria difensiva inviata alla Camera dai legali di Silvio Berlusconi, già firmati dall'avvocato Piero Longo ma non dalla ragazza. «La prima ipotesi che viene in mente - spiega un esponente dell'opposizione - è che in realtà in tutta questa vicenda si potrebbe cominciare parlare anche di "subornazione di testimoni", più banalmente di intralcio alla giustizia...». Ipotesi smentita dalla procura di Milano che ha fatto sapere che nessuna iniziativa dei pm riguarda la materia «di una contestazione del reato di subornazione di testimoni».
Droga in una abitazione di una ragazza di via Olgettina Dagli atti trasmessi dalla procura di Milano emerge che nell'abitazione di Maria Esther Garcia Polanco a via Olgettina 65, sono stati sequestrati due chili e 800 grammi di droga. Gli stupefacenti sarebbero del convivente della giovane, Ramirez Della Rosa, che è stato trovato alla guida di una Mini-Cooper di proprietà di Nicole Minetti. Ramirez Della Rosa avrebbe usato l'auto della Minetti mentre quest'ultima si trovava in vacanza alle Seychelles. Secondo gli atti sarebbe stato proprio Ramirez, al quale in un altro appartamento a via Portaluppi hanno trovato altri 10 chili di droga, a suggerire «a Nicole», di fare «una denuncia della macchina», presumibilmente di furto. Ramirez De La Rosa è stato condannato ieri con il rito abbreviato dal gup di Milano a 8 anni di carcere e 120 mila euro di multa, per detenzione e spaccio di stupefacenti.
Il Pdl scende in piazza a difesa di Silvio Berlusconi Il partito del premier, secondo fonti di via dell'Umiltà, sta preparando una manifestazione in piazza a Milano il 13 febbraio prossimo alla quale parteciperà anche il premier. L'obiettivo, spiega un dirigente del partito, «è quello di scendere in piazza per difendere il premier contro la giustizia politicizzata». Originariamente, era prevista un'iniziativa nei teatri di 100 città, ma il clima politico seguito al Rubygate ha spinto il Cavaliere e il partito a trasformare l'evento in un'unica grande manifestazione in piazza del Duomo. Anche se è possibile che in altre città vi siano, contemporaneamente, «manifestazioni spontanee». Una «riunione operativa» è prevista per domani a via dell'Umiltà.
Fede querela il suo ex caposcorta Emilio Fede ha annunciato che querelerà il suo ex caposcorta, che ha riferito che le ragazze venivano accompagnate anche dalla sua scorta alle cene di Arcore. «Quell'uomo dice cose gravissime - dice furioso - io non sono mai tornato alle 4 del mattino, ho la scorta perchè sono stato minacciato di morte e mai, dico mai l'ho usata per altri motivi». Fede ha precisato poi che Luigi Sorrentino era il capo della sua scorta e non gli faceva da autista.
Ruby regalerà a Rimini 7mila euro ricevuti dal premier «Ruby donerà a 28 ospiti, scelti da lei, un buono vacanza del valore di 250 euro ciascuno. Il totale fa 7mila euro, proprio l'importo che Ruby pare abbia ricevuto dal premier in contanti». Ad affermarlo sono gli organizzatori della serata di sabato sera a Rimini, la discoteca Paradiso Dream Club : annunciano che la ragazza nel corso della serata si libererà "metaforicamente" del «regalo ricevuto da Silvio Berlusconi».