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Questo articolo è stato pubblicato il 13 marzo 2011 alle ore 14:55.
Berlusconi difende la riforma della giustizia: i pm cittadini come gli altri, se sbagliano devono pagare
Due telefonate a breve distanza, la prima a Catania alla manifestazione organizzata dalla Dc di Giuseppe Pizza, la seconda Torino a durante una convention del Pdl per il lancio della candidatura di Michele Coppola. Ma il refrain non cambia. Così Silvio Berlusconi, dopo il messaggio di ieri ai promotori della libertà, torna sulla riforma della giustizia (leggi l'Abc). Assicura che non ci «saranno forzature, ci sarà l'impegno ad adeguare il nostro paese a quanto avviene negli Stati Uniti, in Francia e in Gran Bretagna». Sprona poi i suoi a a spiegare la riforma agli italiani perché «prevedo un'offensiva intensissima da parte di tutti magistrati di sinistra» e da parte di «tutta la gente di sinistra per far credere che questa sia una riforma contro i giudici e a favore di Berlusconi». Quanto poi agli altri provvedimenti del pacchetto giustizia, il guardasigilli Angelino Alfano, intervenendo al programma "In mezz'ora", annuncia che proporrà «il ritiro della norma transitoria dal processo breve così com'è scritta».
L'abc della riforma costituzionale della giustizia in 15 voci (di Claudio Tucci)
L'autoelogio: sono coraggioso e temerario, forse anche un po' eroico e matto
Il Cavaliere rimarca poi «che non c'è alcuna norma ad personam, ma è una riforma organica» che ci allinea agli altri paesi. «Le carriere separate - aggiunge Berlusconi - esistono in tutto il mondo, sono la regola. Così come la responsabilità civile dei magistrati che se sbagliano devono pagare perché questo è il minimo richiesto in uno Stato di diritto». Poi il premier si lancia in un autoelogio. «Sono coraggioso, temerario, anche un po' eroico e forse un po' matto. Ho detto variamo subito questo importante riforma e lo abbiamo fatto».
Di nuovo contro Fini: ci siamo liberati di minoranza statalista e laicista
Berlusconi torna poi a rispolverare gli argomenti delle ultime settimane. Ribadisce così che il centrodestra è più coeso e determinato a rispettare il contratto con gli elettori: si è liberato di una minoranza statalista, laicista e giustizialista che aveva come primo obiettivo quello di bloccare la nostra azione riformatrice». Non fa nomi il premier, ma è chiaro il riferimento a Gianfranco Fini che già ieri aveva attaccato nel messaggio ai promotori della libertà giudicandolo ancora una volta il principale ostacolo all'azione riformatrice del governo. Ma il premier ne ha anche per gli altri, Pd in testa.
La sinistra? Condannata a lunghi anni di opposizione
Al centro-sinistra non risparmia infatti fendenti a cominciare dal tema dell'immigrazione. In un momento come questo, ragiona Berlusconi, «con alle porte un possibile esodo biblico dal Nord Africa verso di noi e verso l'Europa, ci sarebbe bisogno di una forte coesione nazionale e invece le nostre opposizioni stanno davvero offrendo ancora una volta uno spettacolo sconsolante». Poi, durante l'intervento telefonico al convegno di Pizza, attacca ancora la sinistra. «Ha coniato lo slogan "piazza continua", passa da una manifestazione all'altra e spera di dare al governo attraverso la piazza quella spallata che non è riuscita a dare in Parlamento. Io credo che così facendo si sta condannando a una definitiva marginalità e anche ad altri lunghi anni di opposizione perché la politica ha un senso, lo sappiamo, se riesce a dare risposte positive e concrete ai cittadini».
La replica di Bersani: lui è al tramonto, il futuro siamo noi
Il leader del Pd, Pierluigi Bersani, replica però a stretto giro all'ennesimo affondo del Cavaliere. «Io penso all'opposto - dice da Abano Terme il segretario - credo invece che il suo sia un tramonto, purtroppo pericoloso per il paese, perché non riusciamo ad affrontare nessuno dei problemi di questo paese, e perché vediamo picconate ai presidi democratici e costituzionali». Stiamo lavorando, prosegue Bersani, «per un progetto per un risveglio italiano. Per noi si tratta di fare opposizione ma anche di costruire un progetto per il futuro. Il futuro siamo noi». (Ce. Do.)
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