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Questo articolo è stato pubblicato il 11 agosto 2011 alle ore 13:42.

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Alfano: «Dalla Bce nessun diktat»
Al Governo spetta il dovere della proposta e quello dell'ascolto, all'opposizione il dovere del contibuto concreto di fare proposte concrete al Governo che c'è. Ed entrambi devono fare il possibile». Così il segretario del Pdl Angelino Alfano, che dà il suo sostegno alle misure preannunciate da Tremonti e sottolinea che «le proposte della Bce non sono un diktat, non tutto ciò che ci viene consigliato viene accettato. Il ministro Tremonti ha detto chiaramente che non accetterà il taglio degli stipendi ai pubblici dipendenti. Verrà accettato - sostiene Alfano - quel che noi riterremo compatibile con la nostra visione e con i nostri valori». Eppure, «è indispensabile compiere un passo in più verso una più solida aggregazione europea. Alla crisi di fiducia dell'euro noi, come Pdl, non riteniamo si debba rispondere con un di meno d'Europa ma con un di più, rafforzando le sedi decisionali comuni e le sedi dove si prendono le decisioni che diventano cogenti per i singoli stati europei».

Bersani: «Il Governo deve cambiare, ecco le nostre proposte»
Il primo a chiedere di intervenire è stato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che ha iniziato chiedendo un cambio del Governo «per dare una risposta all'emergenza economica. Noi - ha affermato Bersani - non dovevamo arrivare qui, non c'era nessuna ragione perché l'Italia fosse, nella bufera mondiale, la più esposta. Avevamo un avanzo primario, un deficit sotto controllo e un'economia che doveva essere rianimata con un po' di crescita». «Come mai in Portogallo in Irlanda in Grecia, adesso in Spagna, a loro modo si è cambiato un Governo?», ha chiesto Bersani.

Ma soprattutto, Bersani ha ribadito le proposte del Pd per rilanciare il Paese, a partire dall'immediata disponibilità a dimezzare il numero dei parlamentari e all'accorpamento dei piccoli Comuni, fino alle liberalizzazioni delle professioni ma anche dei servizi pubblici locali («Noi siamo contro la privatizzazione forzata, ma non siamo contro le gare e la liberalizzazione dei servizi pubblici») e alla lotta all'evasione fiscale, «chi ha di più deve dare di più». «Se non facciamo una seconda Maastricht, a uno a uno il mercato ci ammazza tutti», ha concluso il segretario del Pd.

Casini: «Ho capito di più leggendo i giornali»
«Ho capito di più leggendo i giornali», ha poi detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. «Non ringrazio Tremonti per la sostanza» del discorso, «mi auguro - aggiunge Casini - che lui abbia le idee così chiare da non volerci anticipare le misure, così da non rovinare il decreto». Casini, poi, ha salutato con favore «il dimezzamento dei parlamentari, però iniziamo dalle misure che possiamo fare subito, come l'accorpamento dei piccoli comuni e l'abolizione delle province con decorrenza dai turni di scadenza elettorale». Inoltre bisogna «vendere le partecipazioni nelle municipalizzate». Sulle pensioni, ha puntualizzato Casini, «tutti i provvedimenti devono prevedere una sorta di quoziente familiare previdenziale. Su questo c'è una richiesta specifica da parte nostra. Perchè il nucleo familiare che già è vessato nella legislazione attuale, deve essere garantito in questi passaggi di sacrifici».

«Siamo per la tassazione delle rendite finanziarie - ha aggiunto il leader centrista - esclusi Bot e Cct. E poi dobbiamo fare una riflessione molto seria sull'Ici. Fare la patrimoniale all'inizio di questa manovra è sbagliato, può essere un capitolo finale. Mentre un contributo di solidarietà per i redditi alti a seconda della composizione dei nuclei familiari, è cosa diversa e plausibile».

Di Pietro: «Non abbiamo preconcetti, ma vogliamo proposte concrete»
«Diteci cosa volete fare di concreto, queste passerelle non servono a niente. Affronteremo senza preconcetti quello che ci direte. Ma se non sapete cosa fare lasciate fare a noi che sappiamo fare le cose meglio». Così, rivolto indirettamente al Governo, il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che ha chiesto con forza a Tremonti di vedere la lettera della Bce.

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