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Questo articolo è stato pubblicato il 26 agosto 2011 alle ore 13:36.

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I pm ricorrono al tribunale del riesame contro la decisione del gip. «Penati deve essere arrestato». Nella foto l'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati (Fotogramma)I pm ricorrono al tribunale del riesame contro la decisione del gip. «Penati deve essere arrestato». Nella foto l'ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati (Fotogramma)

I pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia hanno già depositato al tribunale del riesame di Monza il ricorso per chiedere l'arresto in carcere di Filippo Penati, indagato per concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti nell'inchiesta su un presunto giro di tangenti relative alle aree ex Falck e Marelli di Sesto San Giovanni.

Il gip di Monza, Anna Magelli, infatti, ha bocciato la richiesta di custodia cautelare in carcere per l'esponente del Pd, riqualificando i reati in corruzione per episodi che a detta del giudice sono prescritti malgrado i gravi indizi di colpevolezza.
L'ordinanza del giudice è del 10 agosto scorso (ma la notizia è trapelata ieri, ndr) e i pm avevano a disposizione 10 giorni di tempo per fare ricorso al riesame e dunque nei giorni scorsi hanno depositato l'appello al tribunale per chiedere il carcere per Filippo Penati e per il suo ex braccio destro Giordano Vimercati, la cui richiesta d'arresto era sempre stata negata dal gip.

Si svolgeranno invece lunedì mattina nel carcere di Monza gli interrogatori di garanzia, davanti al gip, di Pasqualino Di Leva, ex assessore all'edilizia al Comune di Sesto, e dell'architetto Marco Magni, entrambi finiti in carcere ieri con l'accusa di corruzione.

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