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Questo articolo è stato pubblicato il 29 agosto 2011 alle ore 15:49.

Niente più attese in sala d'aspetto, presto i dottori della sanità pubblica inglese analizzeranno colpi di tosse e gole infiammate davanti a una webcam. Per il momento l'anamnesi virtuale fatta grazie al software per computer e telefonini Skype è solo un ipotesi nel Regno Unito ma presto, causa crisi, potrebbe essere una opzione da prendere in esame per diminuire i costi del sistema sanitario nazionale britannico. Il medico solo in casi di blandi disturbi potrà essere in grado di fare una diagnosi e prescrivere la cura o di suggerire una visita in studio.
A suggerire questa ipotesi al Times il direttore medico del National Health Service Bruce Keogh: «Le visite via Skype aprirerebbero le porte a un servizio 24 ore su 24, sette giorni su sette e abbatterebbero le barriere geografiche con cui molti pazienti devono fare i conti. Ma ci vorrá del tempo prima che ci si possa avvalere delle ultimissime tecnologie disponibili».
L'idea è stata accolta con riserva dalle associazioni di pazienti e di medici: secondo Katherine Murphy, chief executive di Patients Association, la proposta andrebbe inserita nel «giusto quadro. Se si soffre di un rash cutaneo e lo si mostra tramite telefonino o computer al proprio medico, lui potrá dirci cosa fare, se andare all'ospedale o meno. Ma questa opzione non deve diventare un modo per ridurre il tempo che i medici dedicano ai propri pazienti».
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