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Questo articolo è stato pubblicato il 07 settembre 2011 alle ore 18:13.

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«Una vittoria contro la criminalità organizzata» che era «un po' una promessa che mi aveva fatto il presidente Berlusconi». Il sistema di Tracciabilità dei rifiuti, il Sistri, sarebbe stato «salvato», all'interno del nuovo testo della manovra grazie all'impegno del premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferisce il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo uscendo dalla commissione Ecomafie al termine di un'audizione.

«Mi sono trovata in Consiglio dei ministri la cancellazione del Sistri - ricorda il ministro - chiaramente ho manifestato tutta la mia contrarietà. E avevo avuto l'impegno di Berlusconi per una correzione parlamentare a cui tutti hanno lavorato, visti anche i due voti all'unanimità nelle commissioni Ambiente e Bilancio». Lasciando Palazzo San Macuto, il ministro ha poi ribadito quanto già detto nel corso della seduta sulla soppressione del sistema: «Sarebbe stato un errore gravissimo, un delitto, buttare all'aria il lavoro di tre anni, avendo tra l'altro mezza Italia in condizioni di emergenza».

Costi e numeri del Sistri: 5 milioni spesi, 70 ancora fermi, per oltre 325mila utenti
Per il Sistri - osserva Prestigiacomo che ritiene il sistema, su cui lei stessa dice di essersi «cimentata», facile come «l'uso di un cellulare» - finora sono stati spesi 5 milioni di euro per il suo avvio, mentre altri 70 milioni (pagati dalle imprese per gli strumenti, black-box e chiavetta usb) sono fermi, incamerati dal Tesoro per poi passare al ministero dell'Ambiente e quindi alla Selex - l'azienda del gruppo Finmeccanica che ha realizzato il sistema - gestisce il servizio e con cui «abbiamo un contratto da onorare». In dettaglio gli iscritti sono 325.470, con 504mila chiavette e 89.5959 black box consegnate. Secondo il maxi-emendamento il Sistri partirà il 9 febbraio 2012 (il 2 giugno 2012 per le imprese fino a 10 dipendenti). E questa volta, chiede il ministro, «senza proroghe, dobbiamo vigilare che la data venga assolutamente rispettata» facendo «attenzione al decreto Milleproroghe». Nel frattempo saranno aperti tavoli di confronto con le aziende, soprattutto sugli aspetti tecnici e le procedure, «ma la scadenza di febbraio deve restare inderogabile».

«Il Sistri è facilissimo, e il sistema cartaceo impedisce i controlli»
Le aziende erano proprio la causa di questa partenza accidentata del Sistri: «Forse avremmo dovuto accogliere fin dall'inizio le richieste che ci suggerivano di far partire il Sistri in maniera graduale, visto che abbiamo a che fare con un settore, quello dei trasporti e dei rifiuti, che non ha dimestichezza con i mezzi informatici», ha aggiunto la Prestigiacomo.
D'altra parte però il sistema cartaceo, come ha riconosciuto il ministro non permette di avere un quadro aggiornato della movimentazione dei rifiuti «e questo è impensabile» nel nostro Paese.
«Il Sistri - assicura il ministro - sarà più semplice di quello che si pensa, sicuramente più facile da utilizzare rispetto al modulo cartaceo che consente abusi difficili da rintracciare».

Sulle dimissioni di Veronesi: «Spero ci ripensi»
«Spero che Umberto Veronesi possa ripensarci», ha poi aggiunto il ministro, commentando le dimissioni del professore dalla guida dell'Agenzia per la sicurezza nucleare.«L'allarme di Fukushima è rientrato ma non si può abbassare la guardia - aggiunge il ministro - e anche se l'Italia non entrerà nel nucleare attivo, dovrà essere presente, anche a livello internazionale, con un'istituzione ad hoc». Pertanto, secondo Prestigiacomo, in seguito «si può anche ripensare l'Agenzia. Credo - conclude - che un riordino si possa e si debba fare tra i vari enti che si occupano oggi di nucleare».

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