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Questo articolo è stato pubblicato il 25 novembre 2011 alle ore 08:56.

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Kamal Ganzouri (Epa)Kamal Ganzouri (Epa)

Non ci sarà alcun rinvio delle elezioni politiche, che inizieranno lunedì prossimo e che si svolgeranno nell'arco di quattro mesi. E' quanto hanno deciso i militari al potere in Egitto, sfidando così i manifestanti di piazza Tahrir, che a loro volta stanno organizzando per oggi una nuova protesta di massa contro il Consiglio supremo delle forze armate (Scaf).

Con una scelta che contribuirà certamente a inasprire le tensioni tra il governo militare e i manifestanti che chiedono un trasferimento di potere a un'autorità civile, i membri dello Scaf - che guida l'Egitto dalla caduta del presidente Hosni Mubarak, nel febbraio scorso - hanno dichiarato che lasciare il potere ora significherebbe "tradire il popolo egiziano". Parlando in conferenza stampa al Cairo, il generale Moukhtar el-Moullah ha detto: "Il nostro obiettivo non è di lasciare il potere o di restare al potere, ma di rispettare il nostro impegno nei confronti degli egiziani".

In serata la giunta militare ha poi nominato come nuovo primo ministro Kamal Ganzouri, il quale ha accettato l'incarico di formare il nuovo esecutivo. Il settantenne Ganzouri, che ha già ricoperto la carica di premier dal 1996 al 1999, è un ex fedelissimo del deposto presidente Hosni Mubarak, ed è dunque probabile che la sua designazione non risulti troppo popolare fra i manifestanti che accusano l'esercito di volersi mantenere al potere indefinitamente. In attesa della manifestazione di oggi, sembra stia tenendo la tregua a piazza Tahrir tra gli oppositori del governo militare e le forze di sicurezza. Nelle violenze dei giorni scorsi ci sono stati quasi 40 morti e oltre 2000 feriti secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian.

Chi è il nuovo premier
Nato nel gennaio 1933 nel governatorato di Menufiya, nel Delta, Kamal el Ganzuri - nuovo premier incaricato dalla giunta militare egiziana di formare un nuovo governo - ha occupato a lungo cariche governative sotto la presidenza di Hosni Mubarak, guadagnandosi stima e rispetto, soprattutto tra le fasce più povere della popolazione.

Lontano dalla scena politica da quando il rais lo rimpiazzò con Atef Eebeid nell'ottobre 1999, Ganzuri era riemerso lo scorso febbraio, per prendere le distanze dal regime appena rovesciato in un'intervista tv. In seguito il suo nome era comparso in diverse pagine di Facebook quale possibile candidato alla presidenza.

Laureato in scienze agricole, Ganzuri ha conseguito un dottorato all'Università americana del Michigan. La sua carriera politica è cominciata ai tempi di Anwar Sadat: sottosegretario al ministero della Pianificazione nel 1974-75; nel 1976-1977 governatore de della Nuova Valle, nel deserto occidentale, e poi di Beni Suef, a sud del Cairo. Nel 1977 nominato direttore dell'Istituto nazionale della pianificazione nel 1977. Nel 1982 Mubarak lo nomina ministro della Pianificazione e tale rimarrà fino al 1996, quando viene nominato primo ministro, carica che terrà fino al 1999. Nel 1986 era stato anche nominato vicepremier e ministro della Cooperazione internazionale.

Nel periodo di premiership ha agito per migliorare le relazioni dell'Egitto con la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale e si è adoperato per risollevare le condizioni di vita della parte più disagiata della popolazione egiziana, tanto da essere chiamato il «ministro dei poveri».


Intanto è salito ad almeno 41 morti accertati, 36 dei quali soltanto al Cairo, e a oltre duemila feriti il bilancio della repressione di polizia contro i dimostranti in Egitto, che ieri ha condotto il Supremo Consiglio delle Forze Armate, al potere dalla caduta del regime di Hosni Mubarak, a presentare scuse formali alla popolazione.

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