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Questo articolo è stato pubblicato il 17 dicembre 2011 alle ore 16:42.

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Il vicepremier britannico Nick Clegg (Afp)Il vicepremier britannico Nick Clegg (Afp)

LONDRA - Ancora una volta non è solo la Manica a dividere la Francia dalla Gran Bretagna: i rapporti tra i due Paesi sono ai minimi da molti anni, a causa delle tensioni sull'Europa e sullo stato dell'economia nei due Paesi.

Il vicepremier britannico Nick Clegg ha definito «semplicemente inaccettabili» le critiche del ministro delle Finanze francese, Francois Baroin, che ha definito «molto preoccupante» la situazione economica in Gran Bretagna e ha aggiunto che «in termini economici, meglio essere francesi che britannici». Baroin d'altronde non era stato il primo: sia il primo ministro Francois Fillon che il governatore della Banca centrale Christian Noyer hanno detto apertamente che la Gran Bretagna si meriterebbe una bocciatura da parte delle agenzie di rating piú della Francia perché ha un deficit piú alto, una crescita economica piú debole e un tasso di inflazione piú elevato.

L'invito di Clegg a «calmare la retorica» per ora non è stato accolto, anche se c'è stato un certo sollievo oggi alla notizia che Fitch Ratings ha confermato la tripla A per la Francia, pur con un outlook negativo. Moody's e Standard & Poor's hanno messo la Francia sotto osservazione, assieme agli altri Paesi dell'eurozona. Fillon è arrivato a dire che «le agenzie di rating non sembrano avere realizzato che i nostri amici britannici hanno un deficit e un debito che sono piú alti del nostro». Nessuna delle agenzie ha finora messo in discussione la tripla A della Gran Bretagna, particolare che il Governo di Londra ha sottolineato piú di una volta in questi giorni.

Ai livelli piú alti il gelo, se possibile, si fa ancora piú intenso. Cameron e Sarkozy non si parlano da una settimana, quando il presidente francese aveva definito il premier britannico un «bambino ostinato» per il suo rifiuto di accettare il nuovo trattato Ue. Nonostante i faux-pas dei ministri francesi, che parlano con un occhio alle elezioni del prossimo anno, bisogna dire che questa volta a rilanciare l'acrimonia tra i due Paesi era stato peró il cancelliere dello Scacchiere britannico. George Osborne il mese scorso aveva poco gentilmente paragonato la Francia alla Grecia, dicendo che sarebbe stato il prossimo Paese a trovarsi in crisi. Una stilettata che ha ricordato a Parigi che gli inglesi per secoli sono stati piú nemici che buoni padroni di casa. E che forse Charles de Gaulle non aveva tutti i torti quando aveva detto "Non" alla richiesta della Gran Bretagna di entrare nella Comunitá Economica Europea nel lontano 1963.

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