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Questo articolo è stato pubblicato il 26 aprile 2012 alle ore 19:06.

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L'Italia importa il 93,3% dei suoi consumi di petrolio e il 70% di quelli di gas naturale (dati 2009). Lo calcola l'Aie, l'Agenzia Internazionale dell'Energia di Parigi nell'ultimo suo rapporto sulle «risposte di emergenza» dei suoi paesi membri, in caso di possibili shock energetici.
«La produzione nazionale di greggio e di altri idrocarburi – si legge nel rapporto dedicato all'Italia – è rimasta sostanzialmente stabile fra il 2005 e il 2007».

«Le nuove scoperte di giacimenti sono modeste e le riserve italiane sono destinate a declinare negli anni a venire. Nel 2007, la produzione domestica di idrocarburi (petrolio più gas) non è bastata a coprire il 10% del fabbisogno nazionale».

Nella sua modesta eredità geologica di idrocarburi, l'Italia dispone di più gas che petrolio, e circa due terzi della produzione di metano è offshore. «Nel 1973 la produzione nazionale di gas soddisfaceva quasi il 90% del fabbisogno. Ma negli ultimi trent'anni la produzione è declinata da 15,4 miliardi di metri cubi del 1973 agli 8 del 2009» mentre, nello stesso periodo, i consumi sono cresciuti del 359% (in gran parte per la generazione elettrica).

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