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Questo articolo è stato pubblicato il 25 agosto 2012 alle ore 20:19.

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All'apertura della festa democratica, in programma a Reggio Emilia fino al 9 settembre, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, censura gli attacchi offensive che, su web, vengono lanciati nei confronti del Pd. «Vedo correre sulla rete - afferma - frasi come 'siete cadaveri ambulanti, siete zombi, vi seppelliremo'. Sono espressioni fasciste. Noi non ci impressioniamo, vengano via dalla rete, vengano qui a dircele».

Il segretario Pd ha anche polemicamente invitato ad andare alle feste di partito «gli osservatori, quelli che mettono tutti i partiti nel mucchio come fossero cadaveri ambulantii. Venissero qui a vedere le risorse dei partiti e l'energia». Bersani non ha fatto esplicito riferimento né al blog di Grillo né a quello dell'Idv, ma nelle ultime settimane proprio da questi 'avversari' politici sarebbero arrivate accuse contro il Pd. E sul partito di Di Pietro precisa che quella «di stare fuori» è stata una scelta dell'Italia dei valori. Poi aggiunge: «Sono mesi che non dico una parola men che rispettosa nei confronti dell'Idv e sono mesi e mesi che io e il mio partito veniamo coperti di insulti».

Quanto a intese con i centristi, il leader Pd chiarisce: «Io non sto incontrando Casini, non abbiamo fatto alleanze con Casini» ma ribadisce, «noi non saremo settari».
«L'Italia ha bisogno di una riscossa civica e morale: senza questo carburante non si va da nessuna parte», dice il segretario democratico. Che invita i riformisti a prendersi «le loro responsabilità», con «i loro valori e con le loro idee».

Al Governo raccomanda molta concretezza, perché «quello di ieri è stato un Consiglio dei ministri più di intenzioni, alcune anche molto buone, che di decisioni». Secondo Bersani servono tavoli per le crisi industriali, «bisogna dare un'occhiata alle piccole e medie imprese, al sistema delle tariffe, alla lotta all'evasione fiscale». E bisogna vedere, «anche con le forze sociali e gli enti locali, come fare davvero una spending review».
Sulla data del voto, puntualizza, «non c'è nessun automatismo» con un possibile accordo sulla nuova legge elettorale.

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