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Questo articolo è stato pubblicato il 11 ottobre 2012 alle ore 13:27.

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Fumata nera sugli scatti di anzianità del personale della scuola. Il tentativo di conciliazione svoltosi oggi al Ministero in merito alla questione delle progressioni stipendiali è fallito. Il Governo «continua a eludere una trattativa indispensabile per dare risposta alle attese dei lavoratori» dicono i segretari generali di Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Fgu che hanno deciso di proclamare lo sciopero della categoria riservandosi di fissare lunedì la data.

La protesta contro l'aumento degli orari
«Capiamo benissimo che governo e forze politiche debbano trovare ulteriori risorse economiche, e quanto questo sia necessario, ma allora siano colpiti gli sprechi che sono sotto gli occhi di tutti e si rispetti il lavoro di tutti i dipendenti, pubblici e privati». Attacca il segretario generale dello Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi e annuncia che, qualora le voci di un aumento «unilaterale dell'orario di lavoro degli insegnanti fossero confermate, il sindacato reagirà, «chiamando la categoria a una lotta serrata, come si stava già ipotizzando insieme ad altre sigle sindacali per il problema delle anzianità di servizio». È già protesta, dunque, nel mondo della scuola per il possibile aumento da 18 a 24 delle ore di lezione dei docenti. Anche se non si conosce ancora il testo ufficiale della norma sull'orario degli insegnanti contenuta nella legge di stabilità varata ieri notte dal Consiglio dei ministri.

Di Menna: non si può bypassare il contratto e ridurre lo stipendio degli insegnanti
«Spero che la norma non esista e che prevalga il buonsenso, perché sarebbe assurdo pensare con la legge di stabilità di bypassare il contratto di lavoro e ridurre lo stipendio degli insegnanti». Perchè attualmente, spiega, Massimo Di Menna (Uil-Scuola) se un insegnante lavora 22 ore lo fa volontariamente e viene pagato per le ore in più lavorate. «Impossibiole pensare che una simile decisioni non crei tensioni nella scuola

Pantaleo: fino a 100mila posti in meno per i precari
Per Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil, si tratta di un «provvedimento gravissimo». E denuncia che «può portare fino a 100mila posti ijn meno per i precari. «Ci saranno meno supplenze sugli spezzoni, meno supplenze brevi, meno posti per i sovranumerari. Profumo deve darci delle spiegazioni»

Scrima: destruttura l'organizzazione del lavoro nel mondo della scuola
«È vergognoso. Non si può introdurre una norma sull'orario di lavoro che destruttura l'organizzazione del lavoro nel mondo della scuola - sottolinea Francesco Scrima (Cisl-Scuola) - senza confrontarsi con i sindacati». Scrima ritiene anche«singolare che il Governo incontri le parti sociali, dica che nella scuola ci saranno risparmi per 180 milioni, ma non comunichi i contenuti dei singoli comparti». Scrima spiega che l'insegnante, oltre al cosiddetto orario di cattedra, ha anche "40 più 40 ore" non di insegnamento, ma dedicate al ricevimento dei genitori, alla partecipazione agli organi collegiali. Per non parlare dei compiti da correggere a casa.

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