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Questo articolo è stato pubblicato il 01 novembre 2012 alle ore 18:09.

Il posto pubblico non è più sicuro. Il comune di Carnago in provincia di Varese ha licenziato per esubero un funzionario. È la prima volta che un'amministrazione pubblica adotta un provvedimento di questo genere. La decisione ha provocato la reazione dei sindacati e dello stesso funzionario dell'ufficio tecnico che ha già deciso di passare alle vie legali, intentando causa all'amministrazione, come ha spiegato mercoledì mattina in un improvvisato sit in davanti a quello che è a tutti gli effetti il suo ex posto di lavoro.
Dal punto di vista legislativo la decisione è giustificata dalla norma contenuta nella legge di stabilità del novembre 2011, che permette il licenziamento per eccedenza anche nelle pubbliche amministrazioni. Secondo i sindacati Cgil Fp e Cisl il sindaco del paesino del varesotto non avrebbe seguito rispettato l'iter. «L'amministrazione comunale - spiegano in un comunicato le organizzazioni sindacali - non ha aperto i tavoli di confronto previsti dalla normativa vigente e non ha nemmeno fornito gli elementi per giustificare l'esubero di personale. Anzi secondo Mauro Catella della Cisl il municipio di Carnago sarebbe addirittura sotto organico di 13 dipendenti».
Tutto è cominciato nel momento in cui un altro funzionario di categoria D3, in forza sempre all'ufficio tecnico, è stato mandato "in comando" in un altro ente. Si tratta di un trattamento grazie al quale un dipendente viene mandato a lavorare in una struttura esterna senza uscire dalla pianta organica, al contrario di quanto avviene con la mobilità. Nel frattempo è stato assunto, tramite concorso un nuovo dipendente, che ha maturato i titoli per diventare a sua volta caposettore. Con il rientro del funzionario "in comando", pur con un part time di 18 ore, l'amministrazione comunale si è trovata con due impiegati che hanno lo stesso livello.
Secondo Mauro Catella della Cisl «si potrebbe trovare una soluzione destinando il lavoratore oggi in mobilità a un'altra mansione». Con l'amministrazione retta dal sindaco Pd Maurizio Andreoli Andreoni sembrano non esserci margini di dialogo però. Anche per questo il funzionario licenziato ha deciso di fare causa tramite un legale.«Secondo noi - aggiunge Gianna Moretto della Cgil - questo licenziamento aumenterà la spesa, perchè parte del lavoro viene già esternalizzato e molto altro sarà affidato probabilmente a ditte esterne, inoltre per due anni all'impiegato licenziato sarà corrisposto all'80 per cento dello stipendio dall'amministrazione pubblica,cioè dai cittadini di Carnago».
I sindacati hanno già promosso lo stato di agitazione e chiedono un confronto con il sindaco. «Ci auguriamo che lunedì - continua Moretto - quando rientrerà in comune cambi idea. Abbiamo più volte comunicato all'amministrazione che siamo disponibili a discutere una soluzione condivisa».
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