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Questo articolo è stato pubblicato il 25 marzo 2013 alle ore 15:07.

È stato rinviato al 22 aprile il processo al tribunale sul caso Ruby, che vede imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Il rinvio é stato deciso dai giudici della quarta sezione penale, accogliendo la richiesta della difesa di Berlusconi, a cui si associata la procura di Milano, di rinviare il processo a una data successiva all'udienza della Corte di Cassazione (18 aprile) nella quale verrà discussa la richiesta di trasferimento dei procedimenti da Milano a Brescia per legittimo sospetto.

Quest'oggi, in aula la difesa di Silvio Berlusconi, rappresentata dal sostituto processuale avvocato Alessandra Merenda, aveva insistito per la sospensione del procedimento in attesa della pronuncia della Corte di Cassazione e aveva anche chiesto, in subordine, il rinvio l'udienza di oggi per il legittimo impedimento a partecipare all'udienza di Berlusconi e dei suoi legali Niccolò Ghedini e Piero Longo perché impegnati a Roma al Parlamento. Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini non si é opposta alla richiesta della difesa, limitandosi a dire che la decisione della Cassazione «assorbiva» l'istanza di legittimo impedimento. Il tribunale ha accolto, senza neanche riunirsi in camera di consiglio, la richiesta di sospensione del processo.

Probabili altri rinvii per legittimo impedimento
La Cassazione dunque dovrebbe decidere il 18 aprile sullo spostamento dei due processi a Brescia, ma se la decisione prendesse più tempo è certo che i legali dei Berlusconi si riappelleranno al legittimo impedimento. Infatti è assai probabile che l'elezione del Capo dello Stato prevista originariamente per il 15 aprile slitti a causa delle elezioni amministrative in Friuli (21/22 aprile) .

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