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Questo articolo è stato pubblicato il 01 agosto 2013 alle ore 12:27.

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Via libera al decreto che salva l'Ilva: sì a commissariamento dell'acciaieria

Il decreto per salvare lo stabilimento siderurgico più grande d'Europa è legge. Il Senato ha approvato con 206 sì, 19 no e 10 astenuti il Ddl di conversione del decreto salva-Ilva con il quale il Governo, lo scorso 4 giugno, ha affidato l'azienda al commissario Enrico Bondi, al quale successivamente si è unito come sub commissario Edo Ronchi. Il decreto svincola gli 8,1 miliardi di euro che erano stati messi sotto sequestro dalla magistratura a fine maggio e li affida al commissario che dovrà utilizzarli per garantire l'attuazione dell'Aia e dunque la bonifica dell'area. In particolare ha dichiarato il voto contrario la Lega. Il Movimento cinque stelle per esprimere la propria contrarietà non ha partecipato al voto, mentre Sel si è astenuta.

Le modifiche del Parlamento al testo del Governo
Il provvedimento prevede il commissariamento di imprese d'interesse strategico nazionale la cui attività produttiva comporti oggettivamente pericoli gravi per l'integrità dell'ambiente e della salute a causa dell'inosservanza reiterata dell'Autorizzazione integrata ambientale. Rispetto al testo «licenziato» da Palazzo Chigi il 4 giugno, sono diverse le modifiche apportate nel passaggio a Montecitorio e poi confermate al Senato. Le più significative riguardano l'aumento del numero degli addetti per i siti industriali ritenuti di interesse strategico nazionale, passato da 200 a 1.000; l'estensione delle norme anche a un singolo stabilimento o ramo d'azienda; il coinvolgimento della Regione nella definizione del piano delle misure ambientali; il commissariamento dell'azienda solo a fronte di reiterate violazioni dell'Aia e quindi di «pericoli gravi e rilevanti per l'ambiente»; il contraddittorio con l'impresa inadempiente; la soppressione della figura del Garante dell'Aia trasferendo al commissario i compiti di informazione e partecipazione dei cittadini in merito al processo di risanamento.

Ulteriori modifiche al testo nel primo provvedimento utile
Il testo approvato dal Senato non cambia rispetto a quello della Camera. A Palazzo Madama, su pressing del Governo, si è deciso infatti di non approvare modifiche anche perché il 3 agosto sarebbero scaduti i termini per convertire in legge il decreto. Il Governo si è comunque impegnato a introdurre nel primo provvedimento utile - probabilmente il decreto del Fare - una serie di modifiche previste in alcuni Odg approvati in commissione Industria. Tra i principali punti c'è la richiesta di prevedere una verifica delle attività del commissario e del subcommissario, che dovranno presentare una relazione semestrale ai ministri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente e alle commissioni parlamentari competenti sullo stato si attuazione dell'Aia. L'Esecutivo dovrà anche assicurare un'adeguata dotazione finanziaria all'Ispra e all'Arpa Puglia. Mentre entro tre mesi dovrà essere emanato un decreto per risolvere il nodo intricato della gestione e dello smaltimento dei rifiuti dell'Ilva. Inoltre dovranno essere messe in campo ulteriori iniziative di monitoraggio epidemiologico nell'area di Taranto.

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