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Questo articolo è stato pubblicato il 06 ottobre 2013 alle ore 17:34.

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(Corbis)(Corbis)

Lumboche - Il sogno di Ardito Desio, il regista della conquista del K2, ossia creare il laboratorio scientifico per il monitoraggio dei dati ambientali più alto del mondo, negli ultimi 24 anni ha preso sempre più forma grazie alla cocciutaggine del presidente del comitato EvK2Cnr, Agostino Da Polenza, che ne ha fatto ormai un modello di cooperazione scientifica tra Italia e Nepal, più precisamente tra Cnr e Nasta nepalese. Ormai sono almeno sei i ricercatori nepalesi che lavorano alla Piramide tutto l'anno (anche d'inverno) a mezz'ora dal villaggio di Luboche, 5000 metri di quota, quattro ore di cammino dal campo base dell'Everest. Ma in questi giorni c'è un insolito affollamento nel laboratorio italiano: portatori, yak, ricercatori e installatori impegnati a sostituire i circa cento pannelli solari della Vpn Solar che forniscono l'energia al laboratorio dopo un egregio servizio fornito nel corso di oltre venti anni e le 200 batterie Fiamm divise tra la Piramide e un laboratorio avanzato. L'operazione sotto la regia del Consorzio batterie esauste Cobat è cominciata già in agosto.

Finora sono stati sostituiti 40 pannelli e circa 100 delle 200 batterie. Nelle settimane successive verranno sostituiti i pannelli e le batterie portate a dorso di yak e con gli sherpa negli ultimi giorni. I pannelli ancora funzionanti verranno donati in una cerimonia il 9 ottobre al villaggio di Dimboche mentre le batterie ormai esaurite verranno smaltite in Italia. Insomma, un'operazione ecosostenibile nel grande parco del Sagarmatha e della valle del Khumbu in linea con le direttive sempre più rigide fornite dalla direzione del parco che sembra però applicare un doppio standard: massimo rigore nei confronti degli occidentali alpinisti o ricercatori stranieri e un certo lassismo sul riciclo dei rifiuti e sulle nuove costruzioni nella valle del Khumbu.

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