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Questo articolo è stato pubblicato il 21 febbraio 2014 alle ore 23:30.
L'ultima modifica è del 22 febbraio 2014 alle ore 09:56.

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Il testo dell'intesa
«Entro 48 ore dalla firma di questo accordo, verrà adottata, firmata e promulgata una legge speciale che reinstaurerà la Costituzione del 2004, con gli emendamenti approvati finora. I firmatari dichiarano la loro intenzione di creare una coalizione e formare un governo di unità nazionale entro dieci giorni«. È quanto si legge nel testo dell'intesa siglata oggi dal presidente ucraino, Viktor Yanukovic, e dai leader dei tre principali partiti di opposizione per mettere fine alle violenze nel paese. «La riforma costituzionale e il bilanciamento dei poteri del Presidente, del governo e del Parlamento, verranno avviati immediatamente e completato entro settembre 2014», prosegue l'accordo diviso in sei punti, mentre le «elezioni presidenziali si terranno il prima possibile dopo l'adozione della nuova Costituzione e comunque non più tardi di dicembre» prossimo.

Parlamento mette ai voti norme per libertà Timoshenko
Il Parlamento ucraino ha approvato, con 310 voti a favore, la legge 2023 che apre la strada alla liberazione di Yulia Timoshenko. Lo riferisce Interfax. Una riforma del codice penale che potrebbe aprire la strada alla fine della detenzione di Iulia Timoshenko, l'ex premier e leader dell'opposizione.

La Russia sospende gli aiuti
La Russia ha deciso di sospendere la seconda tranche di aiuti finanziari all'Ucraina, nel timore che la somma non possa essere restituita". Lo ha detto a Bloomberg Hong Kong il ministro delle finanze russo Anton Siluanov precisando che Mosca intende "aspettare che la situazione si stabilizzi", in quanto "sono emersi molti interrogativi su come queste risorse potranno essere impiegate". La somma in questione è di 2 miliardi di dollari.

Il tweet del ministro polacco
«Come dessert, sotto il piedestallo senza Lenin. Altri tre se ne sono andati oggi». Poco dopo aver contribuito a raggiungere un accordo sul futuro dell'Ucraina tra presidenza ed opposizione, il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski twitta, con questo insolito commento, una sua foto col pugno alzato, sorridente, al posto di una statua di Lenin abbattuta dai manifestanti. Un atteggiamento decisamente inconsueto quando le piazze ucraine sono ancora calde, da parte di un uomo politico che almeno in passato puntava a diventare segretario generale della Nato.

Le cancellerie occidentali
Il governo tedesco ha fatto appello a tutte le parti in causa in Ucraina perché si colga «quest'ultima chance per una soluzione politica del conflitto». Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, in conferenza stampa a Berlino, sottolineando che le trattative a Kiev sono durate tutta la notte e proseguono ancora. La cancelliera tedesca «è sconvolta - ha aggiunto Seibert - per questa tragica crisi, che ha causato decine di morti in poche ore». E soprattutto «è chiaro che non possa esserci una soluzione politica della crisi senza un sostegno alla stabilizzazione finanziaria dell'Ucraina», ha detto una portavoce del ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Steinmeier. La Germania è pronta a sostenere l'Ucraina, anche presso il Fmi, ha aggiunto.

Il crollo del rating
Stamane intanto l'agenzia di rating Standard&Poor's ha abbassato la valutazione sul rendimento del tasso di lungo termine dell'Ucraina dopo le violenze degli ultimi giorni, sostenendo che la crisi politica che infuria mette in dubbio la capacità del governo di onorare i debiti e anche l'aiuto finanziario russo. La valutazione del Paese è ora 'CCC' che corrisponde a una situazione vicina al default ed è accompagnata da un outlook negativo, il che significa che l'agenzia sta valutando un'ulteriore svalutazione.

Da Leopoli, città ribelle, centinaia di volontari
La città ribelle di Leopoli è uno dei principali centri di volontari per andare a presidiare piazza Maidan a Kiev. Almeno 600 persone al giorno vengono a registrarsi per partire per la capitale, ha raccontato al New York Times la psicologa Oksana Medved, 22 anni, volontaria in uno dei tre centri di reclutamento di questa città dell'Ucraina occidentale. A partire sono uomini fra i 20 e i 40 anni, diretti verso a Kiev a bordo di autobus e automobili. Le donne, spiega la Medved, vengono fatte partire solo se sono medici o infermiere. Per secoli parte dell'impero austrungarico, polacca nel 1919 e sovietica nel 1945, Leopoli è una delle citta ucraine più proiettate verso l'Occidente. E in questi giorni si è praticamente dichiarata autonoma dal potere centrale, con i manifestanti antigovernativi che controllano le sedi della procura, la polizia e la Berkut, la speciale forza antisommossa. La sera centinaia di persone si radunano nella locale piazza Maidan per guardare sugli schermi le notizie che vengono da Kiev, mentre vengono accese centinaia di candele in memoria dei morti di questi giorni.

La preoccupazione del Vaticano
In queste ore desta una speciale apprensione il drammatico evolversi della situazione in Ucraina, per la quale «si auspica che cessi prontamente ogni azione violenta e si ristabiliscano la concordia e la pace». Lo afferma una dichiarazione di padre Federico Lombardi, a nome del Papa e del Sacro Collegio.

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