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Mal di testa al lavoro: colpisce una persona su 10. Fattori scatenanti e possibili interventi

Ventisette miliardi di euro. È il costo globale del mal di testa a livello europeo. Il problema colpisce in media una persona su dieci, soprattutto le donne (18-20%, contro il 5-6% tra gli uomini), e causa fino al 15% di assenze dal lavoro. Uno studio dell'Irccs Fondazione Maugeri di Pavia fa il punto su cause, sintomi, costi, interventi per minimizzare i rischi

5. Mal di testa al lavoro / Rischiano i turnisti: come intervenire

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Come è possibile intervenire, dunque, per minimizzare i rischi? Gli esperti dello studio congiunto si concentrano in primis sul lavoro per turni. «In molti settori, l'attuale organizzazione del lavoro prevede ormai una turnazione sempre più ampia - spiega il medico specialista del Lavoro Giuseppe Taino -. È quanto accade in sanità, nei trasporti e telecomunicazioni, ma anche in alberghi e ristoranti». «Purtroppo, il lavoro per turni crea delle alterazioni del ritmo sonno-veglia, con un conseguente disagio sull'organismo - aggiunge l'esperto -. Ecco perché, oggi, lo scopo delle ricerche è trovare un'organizzazione ottimale, che aiuti a ridurre i rischi». «È necessario prestare attenzione, in particolare, al turno notturno (in genere dalle 22 alle 7 del mattino) che scatta già due ore dopo le 22, e non dovrebbe essere ripetuto più di due volte (al massimo tre) la settimana». «L'ideale, per minimizzare i rischi, è far in modo che i due notturni siano preceduti da turni mattutini o diurni, evitando di fare il contrario. I due turni notturni, infine, dovrebbero essere seguiti da due turni di riposo» dice il medico del Lavoro.

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