Ogni tanto i grandi festival di cinema decidono di fare un regalo a sorpresa agli spettatori e soprattutto ai critici, che nel buio della sala possono finalmente dimenticarsi di fare il loro mestiere e semplicemente divertirsi. Tamara Drew è il regalo - rigorosamente fuori concorso - che quest'anno Cannes fa a pubblico e critica: una commedia molto british e anche un poco nera, più divertente di tanto Woody Allen recente, compreso quello girato in Inghilterra.

In questa storia di scrittori riuniti nel cuore di un paesino rurale in cui non succede mai niente succede invece di tutto, e soprattutto ce n'è per tutti: grandi autori di best seller vanitosi e fedifraghi, saccenti scrittori americani di noiosissimi saggi che ovviamente nessuno legge, teenager con gli ormoni in corsa campestre e rocker con il broncio permanente. Al centro, una ex brutto anatroccolo che, grazie a una plastica al naso, è diventata la ragazza più bella del paese, e la più desiderata. Introno a lei infatti si scatenano le voglie di tutti i maschi della contea con le conseguenze più surreali e si innesca così una commedia strapiena di gag, invenzioni grottesche e humour britannico.

Tutto avviene in modo così veloce e precipitoso che anche il più coriaceo dei critici si lascia trascinare e travolgere, smettendo di sottolineare che la macchina da presa scorre da scena a scena e da stanza a stanza con la fluidità di un ruscello di campagna, che la campagna, appunto, è illuminata come nel miglior Woody Allen, che ogni dettaglio è al suo posto, che i dialoghi, oltre che spassosi, sono intelligenti e umanamente credibili pur nel contesto della farsa. Le scene più divertenti restano quelle che vedono due 15enni con la divisa del college osservare il loro piccolo mondo come se fosse un pianeta popolato da marziani e che si inventano la qualsiasi pur di «far succedere qualcosa». Ora della fine, si ha quasi l'impressione che il film l'abbiano girato loro. E chiunque conosca il guizzo da eterno adolescente di Stephen Frears, il regista di The Queen e di Le relazioni pericolose, sa che, in fondo, è andata esattamente così.

Kitano delude, Inarritu spiazza, Bardem incanta
Ellen Barkin: «Capita a tutti di essere fuori fuoco»
Le quattro volte di Frammartino
Un lavoro sulla semplicità (di Paola Casella)

A Cannes riflessione sulla vecchiaia
Il giorno di Woody Allen e di Mike Leigh
Gordon Gekko torna e diventa buono
TRAILER / Wall Street 2: il denaro non dorme mai
Nel primo "Wall Street" tra avidità e regole i tanti perché di una recessione (di A Annicchiarico e V. Carlini)

 

Trovo Cinema

Tutti i film

Tutti i cinema

Database del cinema

Film

Artisti

Tutto

Shopping24