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Questo articolo è stato pubblicato il 15 maggio 2013 alle ore 06:50.

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Rigoberto Uran Uran (Lapresse)Rigoberto Uran Uran (Lapresse)

Un Giro d'Italia ad eliminazione (e quindi molto bello) dove ogni giorno la classifica generale cambia fisionomia. Anche il primo vero arrivo in salita (un inedito all'Altopiano del Montasio) ha fornito altri significativi verdetti dopo quelli della crono di sabato.
Andiamo per ordine. Scompare dalla graduatoria il vincitore dell'edizione 2012, il canadese Ryder Hesjedal, letteralmente crollato e arrivato al traguardo con quasi 21 minuti di ritardo dal vincitore il colombiano Rigoberto Uran Uran.

Una débâcle che si era intuita già nei giorni scorsi. Va poi segnalato il ridimensionamento di un altro protagonista del calibro di Bradley Wiggins che ora si trova a poco più di due minuti da Vincenzo Nibali: l'inglese ha ceduto di fronte all'attacco della maglia rosa nell'ultima salita e, a questo punto, non credo sia in grado di ripetere le prestazioni del Tour 2012. Devono azzerare le aspettative di successo anche Michele Scarponi e l'olandese Robert Gesink. Vanno segnalate le buone performance dei due italiani Mauro Santambrogio e Domenico Pozzovivo.
Al termine di una tappa piena di colpi di scena, ribaltoni ed emozioni, l'unico ad aver tenuto il passo di Nibali è Cadel Evans che conserva il secondo posto in classifica generale a 41 secondi dal leader. Salvo sorprese la vittoria finale dovrebbe risolversi in un duello tra Nibali e l'australiano. Sbilanciarsi su pronostici definitivi è ancora prematuro perché il Giro è soltanto all'inizio della seconda settimana e non va trascurato un fatto: sia Nibali sia Evans sulle montagne non hanno al fianco una squadra irresistibile. Il paradosso è che la formazione più competitiva (Sky Procycling) deve fare i conti con il proprio capitano (Wiggins appunto) incapace di tenere il passo dei migliori. Sull'ultima salita di ieri (4 chilometri con pendenze fino al 20%) a un Wiggins in chiara difficoltà si contrapponeva la freschezza del suo luogotenente che, con un bel numero, è scattato ed è arrivato da solo al traguardo.

La bella tappa di ieri (bisogna fare i complimenti agli organizzatori del Giro perché hanno disegnato un percorso che ha impegnato i corridori in continue battaglie) ha confermato lo stato di grazia di Nibali; il siciliano, che ha scavato un distacco quasi rassicurante nei confronti di Wiggins, si lancia anche nelle volate per guadagnare qualche secondo di abbuono. Cadel Evans non è una sorpresa e sono convinto che la sua condizione potrà crescere nell'ultima settimana di corsa.
Oggi tappa da Tarvisio al Vajont, un percorso ondulato con una lunga salita di una ventina di chilometri. Sulla carta frazione non irresistibile ma non va sottovalutata soprattutto per gli effetti delle fatiche sul Montasio.