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Questo articolo è stato pubblicato il 01 giugno 2013 alle ore 07:30.

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Il narcotraffico è «la principale economia del mondo e sta erodendo le democrazie». Condiziona politica, finanza, economia, morale. Vive e prospera attraverso corruzione e riciclaggio. Gran parte dei suoi proventi sono assorbiti dal sistema economico legale, perfettamente riciclati dalle banche, molte delle quali si sono salvate dal fallimento grazie all'iniezione di questo danaro sporco. E oggi si ricicla molto più in Europa che nei paradisi fiscali, perché la mancanza di liquidità rende fragile il sistema bancario. Ma i soldi della droga e del riciclaggio rappresentano anche una saldatura più pericolosa: il legame con la corruzione ad ogni livello, perciò fra i più sfuggenti.

Roberto Saviano mette a fuoco, in questa intervista al Sole 24 Ore, alcuni passaggi del suo viaggio nell'universo della cocaina, l'«ossessione» raccontata nel libro Zero Zero Zero (Feltrinelli), la stessa del capitano Achab per Moby Dick, l'inafferrabile balena bianca «demone dell'animo umano». Quasi impossibile sconfiggerla con la repressione: «immensa» è la sua «potenza finanziaria e la sua capacità di corruzione», ribadisce il giornalista-scrittore, 33 anni, autore di Gomorra nel 2006, e da allora costretto a vivere sotto scorta, privato della libertà e della serenità. Ma poiché la balena bianca si nutre di riciclaggio e corruzione, è lì che bisogna agire per tentare di arpionarla. «Servirebbe un Patriot Act».

Saviano, dal suo libro si percepisce un senso di impotenza di fronte a qualcosa che, per dimensioni e pervasività, condiziona ogni aspetto della vita. Possibile che non ci sia via d'uscita?

Non credo si possa più rimandare la riflessione sulla legalizzazione della cocaina. Comprendo le difficoltà legate all'aspetto morale, ma la legalizzazione è l'unico modo per eliminare la clandestinità che rende il narcotraffico la principale economia del mondo e che sta erodendo le democrazie.

In attesa che la riflessione maturi, disponiamo di un solo strumento: la repressione. Perché tanto scetticismo?

Perché la repressione individua e colpisce l'ultimo anello della catena: lo spacciatore, il consumatore, il killer. I vertici delle organizzazioni, e il segmento economico criminale attraverso cui operano, cioè il riciclaggio del danaro sporco e la corruzione, non vengono intaccati. È più facile arrestare il killer che il broker. Un esempio: è vero che Pasquale Locatelli, uno dei più importanti broker occidentali è finito in galera, ma la sua influenza sull'economia - anche sui media locali - è e rimane immensa. Lo stesso vale per l'altro broker Roberto Pannunzi, detto Bebè, per due volte arrestato e per due volte scappato, ora probabilmente al sicuro a Santo Domingo da dove è difficile estradarlo. Ecco, questi non sono piccoli killer che lo Stato può pensare di gestire, ma hanno connessioni con economie che sarebbero capaci di risanare, ad esempio, il buco della sanità. C'è una disattenzione disarmante.

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