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Economia Aziende

Marcegaglia: approvare al più presto la manovra, sì alla Tremonti ter

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Questo articolo è stato pubblicato il 22 giugno 2010 alle ore 08:46.

ROMA - Approvare al più presto la manovra, al massimo «con piccole modifiche» e comunque «senza modificare i saldi». È il messaggio che la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha lanciato alla politica, ora alle prese con gli emendamenti alla manovra.
Alcuni vanno nella direzione auspicata dalle imprese. Per esempio una proroga della Tremonti ter, che la Marcegaglia aveva sollecitato recentemente, per aiutare le aziende ad uscire dalla crisi e stimolare gli investimenti.

«Bisogna vedere come i provvedimenti finiscono approvati. Il fatto che sia da parte del centro-destra che del centro-sinistra ci sia una richiesta di andare avanti con la Tremonti ter, un provvedimento molto interessante, che sta dando risultati proprio adesso che c'è un minimo di miglioramento economico, è un fatto molto positivo», ha detto la presidente di Confindustria, parlando in mattinata all'assemblea degli imprenditori di Varese e nel pomeriggio a quella di Bologna.
Oggi la Marcegaglia sarà a Bruxelles, per alcuni incontri istituzionali con la Commissione e con il Parlamento Ue, insieme a Giorgio Squinzi, appena nominato presidente del Comitato tecnico dell'Europa, e domani si riuniranno a Bruxelles direttivo e comitato di presidenza, che incontreranno il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e il Commissario José Barroso. È la prima volta che Confindustria si sposta ai massimi livelli a Bruxelles, incontrando i parlamentari italiani e vertici istituzionali (vedi articolo in pagina).
Si parlerà di rigore ma soprattutto di sviluppo: «L'Europa deve occuparsi anche della crescita delle sue imprese – ha detto ieri –, non porre solo vincoli. Dobbiamo riuscire a intercettare i bisogni di nuovi mercati, una sfida importante». E su Basilea 3 ieri ha sollecitato il governo a intervenire in modo forte: «Vorrebbe dire soffocare la ripresa, tornare verso il credit crunch».

Quanto ai conti pubblici, «la manovra – ha aggiunto – va realizzata rapidamente e con saldi invariati. Situazioni diverse sarebbero prese male dall'Europa, dai mercati e non servirebbe al paese».
La Marcegaglia si è trovata in sintonia con l'appello del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiesto un'approvazione rapida della manovra e che ha anche sollecitato il rigore insieme al rilancio della crescita.

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«Europa 2020 è la strategia per accelerare la crescita»

ROMA - Rigore sui conti per consolidare i bilanci pubblici. «Ma anche spingere sull'acceleratore

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«La manovra nei saldi non deve essere cambiata e non deve essere scarnificata. Ne abbiamo bisogno per tenere i conti pubblici sotto controllo e tagliare la spesa pubblica», ha detto la presidente degli industriali. Qualche modifica sì, «ma deve essere concordata».
Proprio ieri il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet ha detto che ci saranno sanzioni più efficaci per i paesi che non rispettano le norme del Patto Ue di stabilità e di crescita. «Le dichiarazioni di Trichet – ha immediatamente rilanciato la Marcegaglia - sul fatto che ci saranno sanzioni automatiche per chi sforerà ci impongono di fare la scelta di intervenire sui conti pubblici. Quindi, la manovra prima di tutto».

Le modifiche che piacciono agli industriali riguardano la Tremonti ter, «che aumenta l'innovazione e le tecnologia delle aziende, cioè ciò che dobbiamo fare per essere più competitivi». Bene anche l'eventuale eliminazione della norma sui certificati verdi, che toglieva l'obbligo di riacquisto al gestore della rete: «Una norma sbagliata, che non portava nessun vantaggio al disavanzo pubblico, creando invece disincentivi agli investimenti in un settore che riteniamo importante per la crescita».
No a un nuovo condono edilizio, mentre il federalismo va realizzato se responsabilizza gli amministratori avvicinandoli ai cittadini, se taglia la spesa pubblica, gli enti inutili. «Se è questo ci crediamo, se è una cosa diversa non ci interessa».
Quanto alle voci che ipotizzano l'ex presidente di Microsoft per l'Europa, Umberto Paolucci, nel ruolo di ministro dello Sviluppo, la Marcegaglia ha commentato: «Ovviamente deve decidere il presidente del Consiglio. Lo conosco, è una persona capace». L'importante, ha aggiunto, è che il ruolo di ministro «vada ad una persona che capisca i problemi della competitività e le grandi sfide che l'industria ha davanti». (N.P.)

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