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Intervista a Lanci: Acer pronta alla sfida dell'iPad

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Questo articolo è stato pubblicato il 14 agosto 2010 alle ore 18:21.

Computer portatili sempre più piccoli, tra i 5 e 10 pollici. Senza tastiera, solo "touch screen". Pensati non tanto per scrivere o fare di conto. Bensì per navigare in rete, leggere giornali o libri, inviare e ricevere e-mail, comunicare.

«Insomma, per usufruire di contenuti piuttosto che produrne - sottolinea Gianfranco Lanci, il 55enne manager italiano al vertice di Acer, il colosso dei computer di Taiwan -. Sono i cosiddetti nuovi tablet pc. Insieme agli smartphone, i veri driver del nostro business. Tanto che, tra l'ultimo trimestre dell'anno e il primo del 2011, lanceremo sul mercato i nostri primi nuovi modelli di questi mini-computer». L'obiettivo? «Arrivare, nel prossimo esercizio, a venderne 10-15 milioni. Sugli smarthphone, invece, il target è meno ambizioso: 5 milioni nel 2011».

Lanci svela così una parte fondamentale della strategia prossima futura della multinazionale di Taipei, lanciando di fatto il guanto di sfida a Steve Jobs e alla sua ultima creatura: l'iPad. Non potrebbe essere altrimenti. «Il mercato dei desktop è piatto - ricorda il presidente e ceo di Acer -. Consumare contenuti non più "seduti" alla scrivania» è l'attività che spinge il fatturato delle grandi case del pc. Fatturato che però, a ben vedere, proprio in casa Acer, nel luglio scorso, è crollato del 38% rispetto all'anno precedente.

«Si è trattato di un evento stagionale - ribatte Lanci -, dovuto all'introduzione di nuovi prodotti. Abbiamo evitato di saturare la distribuzione con pc che sarebbero diventati obsoleti troppo velocemente. Nel secondo semestre 2010 ci attendiamo un aumento dei ricavi del 15-20%, rispetto ai primi sei mesi dell'anno. Sull'intero esercizio, invece, confermo la stima di ricavi tra 20,5 e 21 miliardi di dollari, con l'utile che dovrebbe salire del 15% circa».

Già l'utile. È ben vero che Acer, anche nei momenti più bui della crisi ha portato a casa buoni profitti (357 milioni di dollari nel 2008 e 354 nel 2009), ma in questo ferragosto 2010 i dati parlano di una congiuntura difficile. Con l'economia in crisi come pensare che la domanda di tecnologia supporti margini e giro d'affari? «Il mercato dei computer crescerà comunque a doppia cifra per i prossimi 5-10 anni. Il numero dei pc aumenta in funzione della popolazione: al mondo siamo circa sei miliardi, mentre il comparto, a tutt'oggi, conta 450-500 milioni di calcolatori. Il gap è notevole. Nei paesi emergenti, quali la Cina, l'India, l'Indonesia o il Brasile le possibilità di espansione sono enormi. Pechino già il prossimo anno diventerà il primo mercato, superando gli Stati Uniti».

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Tags Correlati: Acer | Cina | Dati di bilancio | Founder Tech | Gianfranco Lanci | Olidata | Pubblica Amministrazione | Steve Jobs | Taiwan |

 

Sarà pur vero, ma questo scenario sembra quasi presupporre che ogni neonato... possieda un calcolatore. Un po' irrealistico. «Può darsi - afferma sarcastico Lanci -. Ma non si può negare che il pc sia diventato un bene di primaria utilità: è sinonimo di "connessione", informazione sempre e dovunque, peraltro a prezzi contenuti». Vale a dire? «Se voglio comprarmi un'auto, devo investire diversi stipendi mensili; al contrario il prezzo di un tablet varia tra 300 e 600 euro circa».

Soldi che, a fronte dell'attuale debole ripresa, difficilmente saranno spesi dal consumatore occidentale. «Per questo scommettiamo sugli emergenti. Abbiamo appena siglato un accordo con il gruppo cinese Founder Tech: gestiremo la produzione e la distribuzione dei computer a marchio Founder in Cina. Laggiù, l'anno prossimo dovremmo più che raddoppiare il fatturato e arrivare a circa 2,5 miliardi di dollari». Lo spostamento del baricentro dei consumi, peraltro, salterà fuori dal cambiamento della provenienza dei ricavi del gruppo.

«Nel 2011 - dice Lanci- il peso delle americhe scenderà al 25%, a causa della riduzione della propensione al consumo negli Stati Uniti», mentre crescerà quello del lontano Oriente (25%). «L'Emea (Europa, Nord Africa, Medio Oriente, ndr), invece, resterà invariata attorno al 50% del giro d'affari. Qui paesi emergenti, quali per esempio la Russia, controbilanciano la debolezza di quelli più industrializzati».

Tra questi c'è anche l'Italia dove Acer, per meglio entrare nel mercato della pubblica amministrazione, ha acquisito il 29% di Olidata. Rumors parlano di una possibile Opa. «Non c'è niente di vero - precisa il manager torinese -. Non lanciamo alcuna Opa e non siamo intenzionati ad aumentare la nostra partecipazione».

Anche se, in generale, non si possono escludere operazioni straordinarie. «Il mercato dovrà consolidarsi ancora - ricorda Lanci -. Solo chi è tra i primi 5 produttori al mondo ha le economie di scala per mantenere i necessari margini del 3-4 per cento. Gli altri avranno vita dura».

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