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Questo articolo è stato pubblicato il 17 gennaio 2014 alle ore 17:34.
L'ultima modifica è del 17 gennaio 2014 alle ore 17:43.

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Ripresa degli investimenti alberghieri in Italia. È il risultato di un aumento dei flussi turistici dall'estero. Durante le scorse festività, gli stranieri hanno fatto registrare un +1,23% nel tasso di occupazione degli alberghi italiani, secondo le rilevazioni di Confindustria Alberghi (+3% nel quartro trimestre dice Federalberghi). «La fascia lusso – dice Giorgio Palmucci, presidente Confindustria alberghi – va bene. I 4 stelle, segmento favorito dai turisti russi, cinesi e tedeschi, hanno optato per un contenimento delle tariffe e sono stati premiati con un'occupazione in crescita del 3%, trend che dovrebbe proseguire nel 2014».

«Nelle posizioni centrali e per il segmento medio-alto – sostiene Renzo Iorio, presidente Federturismo e a.d. Accor Italia – il volume generato dagli stranieri ha compensato il calo domestico». Banca d'Italia conferma che da gennaio ad ottobre 2013 le spese dei viaggiatori stranieri in Italia (29,6 miliardi di euro) sono aumentate del 3,1% rispetto al 2012, mentre è progredita del 13% la spesa dei viaggiatori provenienti dai paesi extra Ue. Sono proprio i "nuovi" flussi ad alimentare l'interesse per lo shopping di hotel. La società Jones Lang Lasalle ha stimato che nel 2013 si sono concluse acquisizioni per 500 milioni di euro (+30% rispetto al 2012). «Una decina gli asset ceduti - dichiara Roberto Galano, executive vice president di Jlls Italia - con un valore unitario più alto rispetto all'anno precedente. Nel 2014 le previsioni sono di raggiungere i 600 milioni con investitori asiatici e mediorientali in prima linea. L'interesse è concentrato su location classiche come Milano, Roma, Venezia e Firenze». Nel corso del 2013 il Four Seasons di Firenze, 5 stelle lusso, è stato rilevato dal fondo del Qatar, mente la Dorchester Collection si è aggiudicata l'Hotel Eden di Roma e il gruppo turco Permak il San Clemente di Venezia. Sorgente Sgr ha acquisito il 4 stelle Bellevue di Cortina, mentre Villa Tre Ville a Positano è andata ad un investitore americano. Tre le acquisizioni portate a termine dal gruppo cinese Hotel de Chine Corporation (vedi articolo nella pagina). Due fondi italiani hanno rilevato l'Atahotel Fiera Milano e un 4 stelle di Bologna. L'Hotel Mediterraneo di Cagliari è finito a investitori russi cui fa capo anche l'hotel Berg luxury di Roma. «Oggi il mercato domestico è in forte crisi, dobbiamo lavorare con i Brics e far entrare capitali stranieri perché generano ricchezza e velocizzano la ripresa - commenta Palmiro Noschese, area manager Sol Meliá -. Ma dobbiamo garantire una burocrazia più snella».

«C'è una buona quantità di strutture di piccole e medie dimensioni sul mercato - dichiara Guido Bernardi, presidente Violet Management -, albergatori di seconda o terza generazione che cedono l'attività. Il male del sistema è che i nostri albergatori non assecondano il trend di crescita straniero". In stand-by i dossier relativi a tre gruppi alberghieri italiani interessati da piani di ristrutturazione del debito: Boscolo, Una Hotels e Atahotels (quest'ultimo passato a Unipol e con una procedura di mobilità in atto per 81 dipendenti). «I gruppi asiatici e mediorientali - precisa Galano - sono avvantaggiati nelle operazioni d'acquisto perché non necessitano di ricorso al credito. Limitano però la scelta alle città principali. Il Sud fa fatica».

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