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Questo articolo è stato pubblicato il 15 ottobre 2012 alle ore 06:46.
È pertanto incontrovertibile che nella direttiva non esistono le autofatture non imponibili o esenti, e la dimostrazione che questo adempimento è fine a se stesso lo si trova nelle istruzioni al quadro VJ della dichiarazione annuale Iva, dove l'articolo 17, secondo comma della legge Iva viene trascritto in termini di «operazioni per le quali l'imposta è dovuta dal cessionario».
Dobbiamo inoltre renderci conto, ad esempio, che il nostro Intrastat per i servizi acquistati è, di fatto, vietato dalla direttiva comunitaria, che non ne fa alcun cenno. La norma europea prescrive solo gli elenchi per le operazioni intracomunitarie attive, sia relative ai beni che ai servizi, consentendo al singolo Stato di prescrivere l'elenco degli acquisti, ma solo per i beni (articolo 268 della direttiva 2006/112/Ce).
Rimanendo sugli elenchi delle operazioni intracomunitarie, nel nostro Paese abbiamo otto modelli Intrastat (riepilogo, beni, servizi e relative rettifiche), che arrivano ciascuno sino a 15 colonne. Possiamo agevolmente confrontare lo stato dell'arte in due grandi Paesi dell'Unione europea, che non sono certo teneri in materia di controlli fiscali, la Francia e la Germania. I modelli riguardano unicamente le operazioni attive e hanno solo due colonne: numero di identificazione e importo. Evidentemente la parte statistica forma oggetto di separate comunicazioni, circoscritte ai soggetti di maggiore dimensione che vi sono tenuti. Occorre pertanto rimeditare la scelta effettuata nel 1973, di obbligare alla compilazione di un unico modello contenente anche questa categoria di dati.
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19 ottobre
Il termine per le risposte
Entro venerdì le categorie devono
inviare i propri consigli alle Entrate
La consultazione
La lettera delle Entrate
Il direttore dell'Agenzia, Attilio Befera, ha inviato
nei giorni scorsi alle categorie imprenditoriali
e professionali un elenco con 108 adempimenti
e comunicazioni fiscali, chiedendo
i "suggerimenti" per eventuali semplificazioni
Gli interventi correttivi
Il Sole 24 Ore anticipa
in queste due pagine
una serie di possibili correzioni per alcuni
degli adempimenti
più diffusi tra i contribuenti
I suggerimenti del Sole 24 Ore
IL PROBLEMA
L'adempimento non è imposto dalla direttiva comunitaria e l'obbligo di presentare il modello periodico (mensile e trimestrale) appesantisce e rende onerosa la gestione amministrativa, senza consentire al fisco controlli incrociati con parti di Paesi terzi non collaborativi. Inoltre, l'esonero per le operazioni di valore non superiore a 500 euro rende l'adempimento molto difficoltoso. Infine, alcune informazioni richieste con questo adempimento sono già contenute in altre comunicazioni (come le dichiarazioni doganali)
LA POSSIBILE SOLUZIONE
La comunicazione potrebbe essere accorpata con il nuovo elenco clienti fornitori: le informazioni necessarie potrebbero essere inserite in una richiesta di invio di tutte le operazioni fatturate e registrate. Comunque, la soluzione migliore sarebbe quella di introdurre un obbligo generalizzato di fatturazione elettronica con invio contemporaneamente al cliente e al fisco: l'iniziativa sarebbe in linea con le indicazioni della Commissione europea nel libro bianco dell'Iva (dicembre 2011) . Se invece si ritiene necessario conservare l'adempimento, bisognerebbe escludere eventuali sovrapposizioni con richieste analoghe (come i dati doganali). Ovvero la comunicazione dovrebbe essere limitata ai rapporti con i Paesi dell'articolo 110, comma 10, del Tuir, con tutte le relative esimenti (decreto ministeriale del 23 gennaio 2002)
IL PROBLEMA
La formalità di bollatura con intervento del notaio o del registro delle imprese sopravvive solo per i libri sociali (assemblee, consigli di amministrazione, soci), mentre l'impresa provvede direttamente, per esempio, per libro giornale e inventari. I libri devono essere depositati per la formalità e si ritirano dopo un tempo variabile.
LA POSSIBILE SOLUZIONE
Occorrerebbe allineare la procedura di bollatura dei libri sociali a quella prevista per libro giornale e inventari. Non pare che le esigenze di data certa prima della messa in uso siano più delicate per i libri sociali rispetto a quelli contabili
IL PROBLEMA
A fronte del progressivo passaggio alla dematerializzazione degli atti e della relativa ampiezza dei soggetti che possono fruire della corresponsione dell'imposta di bollo in modo virtuale, è un problema l'obbligo di chiedere l'autorizzazione all'agenzia delle Entrate
Approfondimenti dalle banche dati del Sole 24 ORE
Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 , n. 917
Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1986, n. 302 - Supplemento Ordinario
Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi.
TITOLO II - Imposta sul reddito delle società - CAPO II Determinazione della base imponibile delle società e degli enti commerciali residenti - SEZIONE I Determinazione della base imponibile
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