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Questo articolo è stato pubblicato il 14 ottobre 2013 alle ore 07:21.
L'ultima modifica è del 14 ottobre 2013 alle ore 07:58.

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La premessa è d'obbligo: non si valuta la gestione di un fondo pensione attraverso i risultati di un periodo breve. Ciononostante le indicazioni che emergono dalle performance dei fondi pensione da inizio 2013 sono molto confortanti: non solo negli ultimi nove mesi ma anche nel medio termine. I rendimenti dei principali fondi negoziali e aperti al settembre 2013 confermano la capacità delle gestioni di ottenere rendimenti compatibili con le esigenze dei sottoscrittori di far rivalutare la propria contribuzione per ottenere una rendita di secondo pilastro soddisfacente.

Da inizio anno le performance medie degli aperti si sono attestate al 3,96%, a pochi punti base dal 4%, mentre negli ultimi 12 mesi il rendimento è stato el 5,75%. Per quanto riguarda i fondi negoziali - che complessivamente hanno un'asset allocation più prudente di quella degli aperti - si registra nei primi nove mesi dell'anno un +2,1% per la linea Reddito di Cometa (metalmeccanici), che ha un'esposizione all'azionario limitata al 15%; la Linea Stabilità di Fonchim (chimici) invece si rivaluta del +4% da inizio 2013, complice una maggiore esposizione ai titoli azionari che arriva al 30% del portafoglio e che ha consentito di sfruttare al meglio l'andamento delle Borse. Risultati nettamente migliori rispetto all'1,4% circa di rivalutazione del Tfr, ossia quel 6,91% di retribuzione che si può decidere di destinare alla propria azienda (se con meno di 50 addetti) oppure allo Stato (in tutti gli altri casi).

I fondi pensione mostrano i muscoli anche a medio termine: chi ha deciso nel 2007 di aderire alla previdenza complementare oggi registra una performance finanziaria nel periodo fino a settembre 2013 del 12,4% per i fondi aperti, mentre le due linee prese a campione crescono in proporzione ancora maggiore: Cometa segna un rialzo del 16,6%, mentre la quota di Fonchim si rivaluta del 14,4%. E' da precisare inoltre che la rivalutazione dei contributi dei lavoratori è in effetti ancora superiore: grazie all'impatto della fiscalità di vantaggio, che prevede la deducibilità dei contributi volontari (oltre che quelli del datore di lavoro) e al fatto che i versamenti periodici sono in definitiva acquisti rateizzati a prezzi differenti. Al di là di queste indicazioni, i lavoratori possono aderire a linee garantite, che offrono una rivalutazione modesta degli attivi, ma garantiscono appunto i contributi versati nel corso degli anni.

La gestione finanziaria per un fondo pensione - e dunque nell'attenzione di chi vi aderisce - ha una componente rilevante ma certamente non esaustiva: per ottenere un'adeguata "pensione di scorta", ossia una rendita pensionistica aggiuntiva a quella dell'Inps, per esempio, è fondamentale poter contare su un lungo periodo di adesione attraverso il quale i contributi possono rivalutarsi molto. Sarebbe utile aderire da giovani, se le condizioni economiche e professionali lo consentono, proprio per sfruttare il fattore tempo per la rivalutazione degli attivi; la crisi economica sta drenando risorse importanti ma la serenità previdenziale va considerata come un fattore prioritario nelle scelte di risparmio di un individuo. Inoltre è opportuno calibrare con attenzione le proprie scelte in materia, definendo l'ammontare del denaro versato al fondo, oltre al Tfr, e modificando eventualmente la linea di gestione scelta: molti studi sottolineano l'importanza di aderire a comparti a maggior componente azionaria da giovani per ridurre progressivamente il rischio con l'avvicinarsi della pensione. E' il cosiddetto lifecycle che consente di "gestire" il rischio a fini previdenziali. Per effettuare calcoli appropriati è particolarmente utile il «pensionometro» del Sole 24 Ore, ossia il motore di calcolo che sul nostro sito consente di compiere le scelte più correlate con l'esigenza di ottenere una rendita adeguata alle nostre esigenze da anziani.

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