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Questo articolo è stato pubblicato il 10 dicembre 2013 alle ore 07:37.
L'ultima modifica è del 12 dicembre 2013 alle ore 18:12.

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Coppie di fatto all'ordine del giorno in commissione Giustizia del Senato. Questa mattina si è svolta la discussione dei cinque disegni di legge su unioni civili e convivenza. Si tratta di cinque proposte (n. 314, n. 239, n. 197, n. 14 e n. 909) che – seppur con sfumature diverse – si pongono l'obiettivo comune di disciplinare diritti e doveri dei conviventi. Relatori dei disegni di legge sono Monica Cirinnà (Pd) e Ciro Falanga (Fi-Pdl).

I cinque ddl prevedono diritti legati all'abitazione, all'assitenza in caso di malattia, alla successione in caso di morte, all'adozione.

In particolare, il ddl n. 14 disciplina l'istituto delle unioni civili e specifica che queste possono riguardare «persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, che vogliano organizzare la loro vita comune». Il disegno di legge promosso dai senatori Luigi Manconi e Paolo Corsini (entrambi del Pd) prevede criteri e modalità di estensione alle unioni civili dei diritti spettanti al nucleo familiare nei casi sanciti dalla legge, secondo criteri di parità di trattamento.

Il disegno di legge n. 314, invece, mira a rafforzare l'istituto della famiglia, specificando all'articolo 1 che «il riconoscimento della famiglia deve intendersi unicamente indirizzato verso l'unione tra due soggetti legati da vincolo matrimoniale». Pur riconoscendo alle convivenze alcuni diritti (assistenza in caso di malattia, diritto all'abitazione, obbligo alimentare), il ddl dei senatori Lucio Barani (Gal) e Alessandra Mussolini (Pdl) propone di limitare le politiche di sostegno, economiche e sociali, messe in atto dallo Stato alle sole coppie sposate.

Quello promosso dai senatori Maria Elisabetta Alberti Casellati, Antonio Stefano Caridi, Nico D'Ascola, Giacomo Caliendo e Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) è un disegno di legge (il n. 197) che disciplina il"patto di convivenza, anche per «conformare il nostro ordinamento alle norme dell'Unione europea». A questo scopo servirà anche il registro nazionale dei patti di convivenza, che il ddl punta a istituire.

«Normativa sulle unioni civili e sulle unioni di mutuo aiuto» è il titolo del disegno di legge n. 909 promosso sai senatori Alessia Petraglia, Peppe De Cristofaro, Loredana De Petris, Giovanni Barozzino, Massimo Cervellini, Dario Stefano e Luciano Uras (Sel), che nasce dall'esigenza «di fornire uno statuto minimo di diritti e doveri alle forme di convivenza non tradizionali, che rappresentano oggi una grande parte della realtà sociale italiana», scrivono i firmatari. Il capo II del ddl è dedicato alle unioni di mutuo aiuto, ossia le forme di convivenza «non basate necessariamente e costitutivamente sulla relazione sessuale». Il riferimento è alle convivenze tra studenti o alla coabitazione per motivi di assistenza a persone anziane.

Il ddl n. 239 promosso da Carlo Giovanardi (Pdl), invece, parte dalla premessa che «la famiglia è società naturale fondata sul matrimonio», ma apre a un contratto di convivenza e solidarietà definito come il «contratto con il quale due persone disciplinano i reciproci rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune e la sua eventuale cessazione».
La discussione prevista per oggi, 10 dicembre, alla commissione Giustizia del Senato, proseguirà anche la prossima settimana.

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