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Questo articolo è stato pubblicato il 16 marzo 2011 alle ore 14:10.

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Napolitano: da Berlusconi ipotesi rafforzamento governo. Ma la quadra sul rimpasto ancora non c'èNapolitano: da Berlusconi ipotesi rafforzamento governo. Ma la quadra sul rimpasto ancora non c'è

Quaranta minuti di colloquio al Quirinale tra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi al termine del quale il capo dello Stato si limita a un rapido commento sollecitato dai cronisti a margine dell'inaugurazione di una mostra al Vittoriano. «Sì, certo, ho visto Berlusconi il quale ha prospettato problemi ed esigenze di rafforzamento della compagine governativa». Di più il presidente della Repubblica non dice lasciando intendere che dal faccia a faccia non sono emerse decisioni definitive, ma solo il confronto su una serie di proposte su cui ora toccherà al governo prendere una posizione.

Sul tavolo l'ampliamento del numero dei sottosegretari
Il premier sarebbe infatti salito al Colle non solo con i nomi dei nuovi ministri (ieri si era parlato della possibilità che a Napolitano il Cavaliere prospettasse la nomina di Saverio Romano all'Agricoltura e il trasferimento di Giancarlo Galan ai Beni culturali), ma anche per sottoporre al Colle l'eventualità di un rafforzamento della squadra di governo ampliando il ventaglio dei sottosegretari. Un percorso che richiederebbe una modifica normativa visto il tetto imposto dalla legge Bassanini al numero dei componenti del governo.

I mal di pancia dei responsabili che chiedono poltrone
Un rinfoltimento che serve al premier per stoppare le tensioni interne alla maggioranza. Dove alle ribellioni dell'ex ministro Claudio Scajola (guarda il ritratto) e, ieri, anche del sottosegretario Carlo Giovanardi, si sono aggiunti i mal di pancia dei responsabili. Che mal digeriscono la sola promozione al governo dell'ex Udc Romano e attendono da tempo la distribuzione di almeno 4-5 sottosegretariati tra i leader delle varie mini-correnti che costituiscono la nuova pattuglia puntello della maggioranza. E che la ribellione dei responsabili non sia da sottovalutare lo dimostra la minaccia, nemmeno troppo velata, fatta filtrare dalle file del gruppo: cioè l'ipotesi di non partecipare più alle sedute dell'aula mettendo a rischio la tenuta della maggioranza. Un pericolo che, in tempi di numeri risicati, il premier non può davvero permettersi.

Berlusconi convoca i responsabili per la prossima settimana
Al punto che Berlusconi ha deciso di risolvere in prima persona la nuova grana e ha convocato i responsabili per la prossima settimana. Soprattutto per mettere a tacere i malumori tra gli ex Udc capeggiati da Romano. Proprio l'ex ras dei centristi in Sicilia sarebbe rimasto deluso e irritato per la mancata nomina di oggi. Su cui pesano, stando alle voci che circolano nella maggioranza, le perplessità del Colle per il passato del leader dei Popolari per l'Italia di domani: due inchieste per mafia, entrambe archiviate, che creano evidentemente qualche problema sulla strada dell'ex Udc verso la guida del ministero. Malumori e tensioni, quindi, che oggi sono emerse chiaramente durante il voto alla Camera sulla mozione del Pd che chiedeva l'accorpamento di amministrative e referendum. Mozione respinta grazie al no del radicale Marco Beltrandi che ha evitato un nuovo scivolone. A Montecitorio le assenze nel Pdl erano diverse, ma anche i responsabili hanno dato forfait: sei le defezioni, di cui tre nella componente che fa capo a Romano, anche lui assente al momento del voto.

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