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Questo articolo è stato pubblicato il 26 marzo 2011 alle ore 12:09.

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I ribelli conquistano Ajabiya, le forze di Gheddafi si ritirano. Obama: missione sulla via del successoI ribelli conquistano Ajabiya, le forze di Gheddafi si ritirano. Obama: missione sulla via del successo

L'apparizione nel cielo di Misurata, sulla costa occidentale libica, degli aerei della
coalizione internazionale hanno «fatto interrompere il bombardamento di artiglieria» sulla città da parte delle forze di Muammar Gheddafi. Lo riferisce una fonte dei ribelli.

I ribelli libici proseguono nella loro marcia verso ovest. Dopo aver conquistato Ajdabiya, avrebbero ripreso anche il controllo di Brega, secondo quanto riferito da
varie fonti. Ora, il nuovo obiettivo si chiama Ras Lanuf, distante 120 chilometri, altro centro petrolifero.

Il regime libico ha riconosciuto la perdita di Ajdabiya a favore dei ribelli, attribuendola tuttavia al decisivo intervento dell'Aviazione della coalizione multinazionale: «Le forze occidentali sono state pesantemente coinvolte, e quindi le Forze Armate libiche in mattinata hanno deciso di lasciare Ajdabiya », ha dichiarato Khaled Kaim, uno dei vice ministri degli Esteri di Tripoli. Kaim ha quindi accusato la stessa coalizione di disinteressarsi completamente della sorte dei civili e, anzichè impegnarsi per proteggere questi ultimi, di badare soltanto ad aiutare direttamente gli insorti. Fonti mediche fanno sapere che nel deserto presso la città di Ajdabiya sono stati trovati I corpi di almeno 21 combattenti delle forze leali al regime del colonnello Gheddafi. Altri corpi, carbonizzati, sono rimasti nel deserto coperti da un lenzuolo. Un portavoce dei ribelli, Ahmed Khalifa, ha dichiarato che sono già stati catturati almeno 13 militari governativi, che saranno trattati come prigionieri di guerra e che negli ultimi combattimenti di oggi hanno perso la vita ulteriori due civili, mentre nove sono rimasti feriti.

Non si fermano i raid aerei della coalizione
Aerei della coalizione hanno bombardato posizioni delle forze di Gheddafi nelle vicinanze di Misurata, inclusi depositi di armi. Lo ha detto un portavoce degli insorti. «Gli aerei alleati sono sopra Misurata e hanno bombardato posizioni delle forze di Gheddafi nelle vicinanze», ha detto il portavoce, Abdelbasset, per telefono alla Reuters. Misurata, circa 200 chilometri ad est di Tripoli, è controllata dagli insorti ma assediata dalle forze governative, che la bombardano con l'artiglieria. Nel centro della città, la popolazione è sotto il tiro costante dei cecchini appostati sui tetti e secondo gli abitanti, il bilancio dei morti sarebbe salito a 115.. «Il bombardamento di Misurata (da parte dei governativi) è diminuito. Prima c'erano pesanti bombardamenti. Sappiamo che aerei alleati hanno effettuato diversi raid contro siti nelle vicinanze. Sappiamo che hanno colpito un deposito di munizioni all'interno di una base aerea a sud della città», ha precisato.

Strage di civili a Sabha
La televisione di Stato libica ha detto che i raid aerei della coalizione hanno provocato una strage di civili a Sabha, nella Libia centrale, come riferisce la Bbc online. «Un grande numero di civili innocenti, incluse molte donne, sono stati presi di mira dalle forze della coalizione», ha detto l'emittente, che ha mostrato immagini di persone in un ospedale.
Sabha, in pieno deserto, è abitata dalla tribù cui appartiene il leader libico Muammar Gheddafi.

Obama: missione sulla via del successo
La missione in Libia è «chiara, mirata e sulla via del successo»: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, secondo il quale «una catastrofe umanitaria è stata evitata e le vite di innumerevoli persone innocenti sono state salvate perché siamo intervenuti rapidamente». Nel suo discorso settimanale Obama ha spiegato che: «Agire è nel nostro interesse nazionale e ogni americano può essere fiero delle vite salvate in Libia». «Stiamo per coronare con successo la nostra missione: le difese antiaeree libiche sono state annientate e le forze di Gheddafi non sono più in grado di avanzare», ha concluso il presidente.

La posizione russa
In disaccordo con la posizione di Obama si è espresso il Capo di stato maggiore delle forze armate russe, generale Nikolai Makarov. «Da quel che vedo le incursioni aree non hanno prodotto risultati: se il loro obbiettivo era quello di rovesciare il regime di Muammar Gheddafi non potranno ottenerlo senza un intervento terrestre, che non escluderei», ha spiegato Makarov all'agenzia di stampa russa Interfax. Un intervento terrestre equivarrebbe però a un'occupazione, come ha avvertito l'Ambasciatore russo presso la Nato, Dmitri Rogozin, ribadendo la necessità di attenersi strettamente alla risoluzione 1973 approvata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu: «Le operazioni della Nato dovranno essere condotte rispettando i termini della risoluzione e non oltrepassando i limiti autorizzati». La risoluzione - sulla quale la Russia si è astenuta - autorizza ogni azione atta a proteggere la popolazione civile libica, eccetto l'utilizzo di forze di terra.

Contro un dispiegamento delle forze terrestri si è espressa più volte anche la ribellione libica

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