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Questo articolo è stato pubblicato il 03 novembre 2011 alle ore 12:31.

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«Ormai c'è un'unica soluzione possibile, le elezioni sotto la neve, a gennaio». Così la vede Giuliano Ferrara, direttore deil Foglio, ospite di "24 Mattino" su Radio 24. Ferrara spiega: «Le opposizioni vogliono la testa di Berlusconi. Tremonti vuole la testa di Berlusconi. Il Capo dello Stato ha un ruolo arbitrale e non può fare molto. E' stato il pilastro dell'equilibrio politico italiano nella tempesta finanziaria ma non ce la fa più, e allora c'è un'unica soluzione possibile, le elezioni sotto la neve. O si fa un nuovo pasticcio, un nuovo governo Dini che tira avanti con una finta coalizione di consenso organizzata dai mass media o si vota, così si salva il principio per cui i governi li fanno gli elettori».

Ferrara non risparmia critiche al ministro dell'Economia: «Tremonti è una salamandra che passa attraverso il fuoco, era socialista, è diventato liberista, è antifiscale leghista e un po' antimercatista e anticapitalista. Era del Patto Segni, poi passò con Berlusconi, era contro le banche e con le banche. E' una personalità fortemente disturbata e fa un calcolo cinico sbagliato, che lo porterà alla sconfitta. Il calcolo è rimanere in piedi nelle macerie dell'esperienza Berlusconi». E ancora: Tremonti è quello che «ha riempito di palate di fango un presidente del Consiglio indebolendo la credibilità del governo, colui che ha impedito al premier di fare la politica di riforme liberale per la crescita. Se Berlusconi lo avesse sottomesso sarebbe andata diversamente».

Per Ferrara l'Italia si presenta al G20 a Cannes «nelle condizioni peggiori possibili, ma io sono anticatastrofista. Ci voleva un decreto legge, io mi sarei bruciato come un bonzo davanti a Palazzo Chigi per il decreto. Ma se Berlusconi non è riuscito a farlo vuol dire che la congiura per farlo fuori è ormai arrivata a impossessarsi dell'equilibrio politico italiano, e allora si voti». Per Ferrara le responsabilità sono anche dello stesso premier: «Il primo congiurato contro Berlusconi è Berlusconi stesso che ha litigato in modo surreale e assurdo con Fini per dare ragione a quelli di An. Tutte storie cliniche».

Ferrara non bolla come traditori i "malpancisti" all'interno del Pdl: "E' un termine che in politica non mi piace - dice Ferrara -. Forse il solo Tremonti, che doveva essere il guardiano e il cogerente della timoneria del governo, merita di essere considerato non un traditore, ma un cinico che non sa calcolare le proprie mosse, uno che le sbaglia tutte. Gli altri del Pdl, quelli che hanno firmato la lettera, sono bravi ragazzi, bravi parlamentari che pensano per buona fede che si debba fare qualcosa d'altro. Ma lo penso anche io, bisogna fare pulizia".

Infine una battuta di Ferrara sul suo ruolo in tv e la proposta di prendere il posto di Santoro su Raidue: "Ho fatto una proposta al direttore generale della Rai, Lorenza Lei, di fare giovedì sera su Raidue, dove Santoro celebrava i fasti sul trono del talk-show, un anti talk-show, un approfondimento costruito senza il pubblico, i fischi, le risate. Se vogliono farla bene, sennò non c'è nessun problema. Stasera vedrò Santoro? No, sarò ospite da Formigli, su La 7. Ma gli faccio tanti auguri, mi interessa molto quella storia del circuito alternativo, della tv antagonista. Lo vedrò domani su internet".

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