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Questo articolo è stato pubblicato il 24 giugno 2012 alle ore 15:00.

Dopo l'attacco siriano, la Turchia chiede consultazioni Nato in base art. 4. Si cerca di evitare il conflitto. Ruolo dell'Onu?. Nella foto il primo ministro turco, Tayyip Erdogan, e il presidente siriano Bashar Assad (Ansa)Dopo l'attacco siriano, la Turchia chiede consultazioni Nato in base art. 4. Si cerca di evitare il conflitto. Ruolo dell'Onu?. Nella foto il primo ministro turco, Tayyip Erdogan, e il presidente siriano Bashar Assad (Ansa)

Sempre dal punto di vista diplomatico l'America vuole nuove dure sanzioni contro la Siria. Ma la Russia ha accettato sanzioni parziali. Ma durante il vertice di Los Cabos fra Putin e Obama lunedì scorso ho di nuovo percepito la grande freddezza, anzi, la rottura fra Washington e Mosca sulla questione siriana. L'incontro a due, il primo fra Obama e Putin presidente non è andato bene. Mosca sa bene che rinunciare alla Siria significa alterare l'equilibrio mediorentale. L'Iran non potrebbe più usare il corridoio siriano per aiutare Hezbollah in Libano. E la soluzione "yemenita" proposta da Obama a Los Cabos - seguiamo il modello Yemen mandiamo via il capo, Assad, mettiamo al potere un numero due a interim e vi daremo ogni garanzia per le vostre basi siriane - non piace a Putin. O forse non basta: con il suo arrivo domani a Gerusalemme, Putin potra' rubare la scena a Barack Obama in un momento delicatissimo per la partita nello scaccheire mediorentale. Toglierà i riflettori dall'incontro della Nato a Bruxelles per spostarli su stesso. Sarà ospite del Presidente israeliano Shimon Perez a una cena di stato. E cercherà di emergere come mediatore per una soluzione a tutto campo. Unica incognita? Il primo ministro israeliano Benjiamin Nethaniahu. Putin sa che fuori dalle funzioni ufficiali, nel l dialogo a due con "Bibi", troverà pane per i suoi denti.

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