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Questo articolo è stato pubblicato il 24 agosto 2012 alle ore 09:30.

Spending review due: decreto legge collegato alla legge di stabilità
Per evitare l'aumento delle aliquote Iva, che potrebbe scattare da luglio 2013, occorre trovare dai sei ai sei miliardi e mezzo. La fase due della spending review dovrebbe garantire circa la metà del budget, dai tre ai tre miliardi e mezzo. La revisione della spesa secondo atto sarà contenuta in collegato alla legge di stabilità (probabilmente sotto forma di dl), prevista per ottobre (anche se non è escluso che ci sia un anticipo già al mese prossimo). A definire le linee guida da seguire per l'attuazione di questi nuovi tagli saranno i ministri Giarda e Patroni Griffi. Le forbici del Governo potrebbero colpire le prefetture, soluzione che sarebbe conseguenza della riduzione delle Province prevista dalla prima prima versione.

La stretta sul pubblico impiego
Per quanto riguarda poi gli esuberi nel pubblico impiego, si ricorrerà alla mobilità e ai prepensionamenti: in questo caso la chiave sarà fornita dalla deroga prevista dalla spending review "primo atto" alle nuove regole introdotte dalla riforma Fornero per l'accesso al pensionamento. Infine, nel menù della spending review che prenderà forma in autunno potrebbero esserci (ancora) gli acquisti di beni e servizi, con una possibile estensione del bacino a cui è applicabile il metodo Consip.

Il riordino dei contributi pubblici alle aziende
Un'altra soluzione, che potrebbe vedere la luce prima della spending review due, è quella del riordino dei contributi pubblici alle imprese. La versione di aprile del "piano Giavazzi", dal nome dell'economista "ingaggiato" dal Governo, stimava in circa dieci miliardi all'anno l'ammontare dei contributi eliminabili nel lungo periodo. Ora il primo report è in fase di riscrittura: una volta definito il testo, il piano sarà sottoposto alle parti sociali e - poiché nel calderone dei sostegni da aggredire sarebbero entrati anche gli incentivi regionali (fino a due miliardi e mezzo di spesa aggredibile, secondo una recente rilevazione del Mise) - alle autonomie territoriali. È molto difficile che il provvedimento finale confermi i dieci miliardi su cui si ragionava fino a qualche mese fa. Sono uscite dal gruppo dei contributi eliminabili alcune agevolazioni "di peso": dai crediti di imposta ai programmi che fruiscono del cofinanziamento della Ue. Il 5 settembre ci sarà un incontro tra Governo e organizzazioni imprenditoriali: in quell'occasione si parlerà con ogni probabilità anche di questo.

Il pacchetto Sviluppo due
In autunno, poi, prenderà forma il pacchetto Sviluppo due, che si svilupperà in due tempi: già a settembre, ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, «ci sarà il completamento delle misure per aiutare la nascita di nuove imprese, le start up». L'obiettivo è quello di riunire in un unico fondo le risorse già disponibili - alcune decine di milioni di euro - ma finora non utilizzate a pieno.

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