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Questo articolo è stato pubblicato il 02 dicembre 2012 alle ore 15:20.

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Nell'Eurozona le politiche fiscali,le riforme strutturali e la politica monetaria non riescono per ora a rilanciare la crescita che nelle previsioni non si avrà prima del 2014. Ci vuole perciò un Fondo Europeo per lo sviluppo stabilito con un Trattato intergovernativo come quelli che hanno varato quest'anno il "Fiscal compact" e lo "European Stabilization Mechanism". Vediamo in dettaglio perché e come.

Le finanze pubbliche, sulla cui correzione la Uem ha puntato tanto, migliorano poco (deficit su Pil) o peggiorano ancora (debito su Pil). Non sono dati gravi(se paragonati a quelli Usa o Inglesi) mentre lo è la recessione che annulla o frena la crescita del Pil che contribuirebbe al calo dei citati rapporti. È dunque l'economia reale che va male anche perché il rallentamento da rigore si sta estendendo dai Paesi mediterranei ai Paesi centro-nordeuropei, Germania inclusa. Questa si riteneva invulnerabile (anche per l'afflusso gratuito di risparmi!) ma calando il Pil, l'occupazione e la domanda interna di Paesi grandi come Italia e Spagna, anche la Germania ne viene coinvolta. Si valuta inoltre che le politiche fiscali di rigore attuate simultaneamente in tutta la Uem peggioreranno tra il 2011 e il 2013 gli effetti recessivi, rispetto a quelli imputabili ai singoli Paesi, di due punti di Pil.

L'Eurozona ha fatto però due importanti progressi istituzionali. Il primo riguarda l'operatività della Bce che, guidata dall'ottimo Mario Draghi, ha attuato nuove tipologie di interventi (Ltro e Omt)per dare liquidità. Si sono così salvate la Uem e l'euro ma non si è riusciti, anche riducendo i tassi, a rilanciare la crescita.
Il secondo progresso riguarda il varo di due trattati internazionali: quello sul Fiscal Compact(Fc) (la ratifica del quale è in via di conclusione) e quello sullo European Stabilization Mechanism (Esm). La trattativa tra Paesi della Uem e le procedure al loro interno per la ratifica sono state complesse ma l'esito è positivo ed anche rapido visto che l'iter preparatorio è iniziato solo nella seconda parte del 2011.

Interessiamoci di questi due Trattati.
È noto come il Fc abbia natura preventiva ex ante imponendo ai Paesi della Uem (e agli altri della Ue che vi hanno aderito) di andare verso il pareggio di bilancio e di ridurre il debito sul Pil verso il 60% con una traiettoria accelerata. Queste prescrizioni, in un'economia che cresce, sarebbero accettabili ma in recessione non fanno altro che aggravarla indebolendo molto il carattere preventivo del Fc.
È anche noto come lo Esm abbia invece natura di stabilizzazione correttiva ex post dei Paesi Uem in difficoltà. Infatti gli stessi possono essere soccorsi con prestiti e/o con l'acquisto di titoli di stato sotto la condizionalità di ristrutturazioni di bilancio e di riforme dell'economia reale. Questo fondo permanente "salva Stati" può già operare e dal luglio del 2013 subentrerà del tutto a quello provvisorio (Efsf) operante dall'agosto 2010.

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