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Questo articolo è stato pubblicato il 06 febbraio 2013 alle ore 21:40.
L'ultima modifica è del 06 febbraio 2013 alle ore 14:39.

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L'apertura sul patto di stabilità per i Comuni virtuosi
Nel suo tour al Nord, Monti ha aperto ai Comuni "virtuosi" che chiedono un allentamento del Patto di Stabilità. «Si potrebbe riflettere - ha affermato - su una modifica del patto di stabilità che consenta ai Comuni di rientrare dal debito».

Monti chiude: non esiste alcun accordo con il Pd
«Interessante questa valutazione ma non esiste alcun accordo, né alcuna conversazione in vista di accordi con nessun'altra forza politica». Così Mario Monti, da Trento, ha risposto a Oscar Giannino secondo il quale Scelta Civica è "una corrente del Pd". «Queste cose - ha precisato il premier uscente - saranno per il dopo elezioni». Il chiarimento è giunto dopo l'apertura di ieri da parte del segretario del Pd: Bersani si era detto pronto a collaborare con il professore. Monti, da parte sua, aveva chiarito di essere disponibile ad alleanze con chi farà le riforme.

D'Alema: i partiti piccoli devono farsi notare, noi no
Oggi il premier uscente ha invece frenato. «Non c'è stato alcun accordo tra me e Bersani, fra nessuno e Scelta Civica. Il tema delle alleanze - ha osservato nel suo intervento a Verona - è prematuro, verrà dopo il voto. Immagino che se Bersani è interessato, come ha dichiarato, a una collaborazione con le forze che rappresento dovrà fare delle scelte all'interno del suo polo».

Le critiche di Monti a Vendola dei giorni scorsi
Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio dimissionario ha più volte criticato Nichi Vendola, alleato di Bersani, considerato dal professore contrario alle riforme. In serata nuova replica del Pd: al Tg5 Bersani ha escluso che possa saltare il patto con Vendola: «Non ci penso neanche - ha confidato -. Abbiamo un patto chiarissimo, ognuno può leggerlo. È un patto di centrosinistra, si parte da lì e nessuno pensa di rompere questo patto. Non intendo tradire il patto che ho fatto con i miei elettori». Bersani ha negato anche che vi sia un accordo con Mario Monti per affidargli il ruolo di ministro dell'Economia. «Ma non ci penso... se vinco ci pensano gli elettori a risolvere questa cosa».

Sulla stessa linea del segretario del Pd Vendola, che in un'intervista al Tg3 ha aggiunto che l'ipotesi di una presenza di Mario Monti in un governo di centrosinistra «è fantapolitica. Il dialogo è possibile solo sul terreno delle riforme istituzionali», come «il federalismo o l'abolizione delle province». «Anche Monti frena su Vendola, ognuno frena», ha osservato ancora Massimo D'Alema, sottolineando che «i partiti piccoli devono farsi notare ma noi non abbiamo questo problema».

Migliorare la qualità europea del bilancio
Nel suo tour al Nord Est d'Italia Monti ha affrontato anche il nodo del bilancio Ue (domani il professore sarà a Bruxelles per participare al vertice europeo che affronta questa questione): «L'Italia sostiene che l'Ue non possa parlare di crescita come politica economica europea e poi adottare un bilancio settennale che è nel segno della restrizione. Stiamo cercando un miglioramento sulla qualità europea del bilancio pro-crescita».

Lega e Pdl hanno mal gestito l'Italia a danno del Nord
«I valori del merito dell'individuo, del rispetto del profitto dell'imprenditore, del piccolo imprenditore sono stati più volte messi da parte nei fatti da Pdl e Lega - spiega il leader di Scelta Civica in un'intervista ad Antennatre, in onda stasera e anticipata dall'emittente - ed era quella la maggioranza che oggi cerca di ridisegnare il percorso dell'Italia dicendo che fino alla fine del 2011 tutto andava bene e poi è avvenuto il governo tecnico. L'idea che oggi si possa ricostituire quella forza che poi si è rivelata grande debolezza malgrado il numero dei voti che ha mal gestito l'Italia a danno del nord, e soprattutto del Nordest - ha contionuato il professore - mi fa leggermente rabbrividire».

«Su quote latte la Lega ha causato imbrogli»
«Se si verificano imbrogli come quelli che sono stati causati da un partito politico, la Lega, che ha alimentato una fiducia mal posta negli agricoltori in materia di quote latte - ha affermato Monti - questo ebbene produce danni gravissimi che poi vengono scaricati sulla collettività».

Nel '94 avevo sperato in Berlusconi
«Nel 1994 - ha ricordato il presidente del Consiglio uscente - avevo molto creduto e sperato nella rivoluzione liberale proposta dal primo Berlusconi, poi sono stato molto deluso , non c'è stata quella liberazione delle forze produttive svincolate da una cappa di burocrazia».

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