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Questo articolo è stato pubblicato il 23 luglio 2013 alle ore 08:07.

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La corsa al rendimento è uno degli effetti dell'epidemia della finanza ombra: in un sistema in cui i rendimenti e la loro volatilità tendono a schiacciarsi stabilmente verso il basso, gli operatori che vogliono - per la loro propensione al rischio - e possono - causa la deregolamentazione - cercare tassi più alti lo fanno.

Peccato che le caratteristiche sistemiche della finanza ombra - dimensione, complessità ed interconnessione - stando rendendo il sistema intrinsecamente instabile. L'esplosione della instabilità sistemica con il fallimento Lehman Brothers del 2008 è il noto anello iniziale di una altrettanto nota catena di instabilità sistemica - prima finanziaria e poi economica - che continua a pregiudicare ancora oggi le prospettive di ripresa delle economie avanzate. Le banche americane ed europee che finanziavano i vari "casi Detroit" sono state salvate dai contribuenti dei vari Paesi, con una contabilità che è spesso difficile - se non impossibile - ricostruire a posteriori. Chi sono i contribuenti che hanno pagato, direttamente o indirettamente con la mancata crescita, la politica del debito facile che ha unito il settore pubblico greco con i destini di primarie banche francesi e tedesche? Sicuramente, non solo i cittadini di Parigi e Berlino.
Dunque il dato di fatto oramai stranoto è il seguente: la finanza ombra è un'epidemia mortale perché rende i "portatori di debito e di credito" tendenzialmente irresponsabili, in quanto accentua tutte le patologie della propensione al rischio. Quindi l'epidemia va combattuta smontando i paletti su cui essa si poggia: cattive regole e cattiva politica monetaria. Per erodere le fondamenta della deregolamentazione occorreva disegnare regole per avviare una inversione di tendenza delle caratteristiche endemica della finanza ombra, vale a dire ridurne la dimensione, abbassarne la complessità, tranciarne i legami con le banche commerciali. Questa inversione è stata in questi anni descritta e auspicata - anche in documenti ufficiali - di qui e di là dell'Atlantico. Mai attuata.

Lo smantellamento della finanza ombra dovrebbe inoltre essere una strategia coordinata almeno tra le due grandi aree economiche tradizionali - Stati Uniti ed Europa - per evitare che gli effetti sistemici siano imprevedibili ed ambigui. L'esatto contrario di quello che invece sta avvenendo, in cui non solo le aree, ma perfino i singoli Paesi tendano a muoversi in solitario sulle riforme regolamentari.

Allo stesso modo, la politica monetaria eccezionalmente espansiva è divenuto tratto fisiologico e "normale" di mercati finanziari che, come drogati, reagiscono male a ogni notizia che le dosi di liquidità dovranno essere ridotte, perché l'economia andrà meglio! Nessuna meraviglia, quindi, se avremo ulteriori notizie di possibili preoccupazioni transoceaniche tra default e contribuenti. È la finanza ombra, bellezza.

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