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Questo articolo è stato pubblicato il 06 febbraio 2014 alle ore 09:35.
L'ultima modifica è del 06 febbraio 2014 alle ore 15:57.

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(LaPresse)(LaPresse)

Se Enrico Letta verrà a mani vuote «non ci resterebbe altro che appellarci a Napolitano» che «nella sua grande saggezza prenderà le decisioni giuste». Il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervistato da Giovanni Minoli su Radio24, lancia un ultimatum al premier che il 19 febbraio è atteso in viale dell'Astronomia.

Letta venga con bisaccia piena al direttivo del 19 febbraio
Un governo Letta bis, Renzi premier, o elezioni? In caso di impasse del Governo sul fronte dello sviluppo e delle risposte alla crisi sollecitate dalle imprese, Squinzi non si sbilancia. E si affida al capo dello Stato, sicuro che «il Presidente della Repubblica saprà prendere le decisioni giuste». Quanto alle accuse di disfattismo lanciate da Letta agli industriali, Squinzi invece replica: «Più che un disfattista, credo di essere un realista».

Priorità da realizzare in tempi strettissimi
Il numero uno di viale dell'Astronomia commenta poi il faccia a faccia con Letta ieri a Palazzo Chigi. «Ci siamo spiegati - racconta - Gli ho presentato le nostre priorità, che devono essere realizzate in tempi strettissimi». Dal premier è arrivato l'impegno a venire il 19 a Confindustria, per partecipare ad una riunione del direttivo degli industriali. Squinzi si aspetta che lo faccia «portando delle soluzioni, alcune già fatte, altre avviate». E ha poi ricordato di conoscere «bene Letta da tanti anni», sottolineando di credere che «il suo immobilismo deriva da situazione politico-istituzionale piuttosto confusa». Alla domanda se Letta è più figlio di Andreotti o Andreatta, Squinzi ha risposto confermando la delusione per la performance dell'esecutivo: «Figlio di uno o dell'altro - ha detto - i risultati sarebbero migliori di quelli che purtroppo si sono visti fino ad ora».

Positiva fusione Fiat con Chrysler, Marchionne grande manager
Quanto alla fusione di Fiat con Chrysler, la strada è quella giusta. «Credo che sia positivo quello che è successo per il gruppo Fiat perché finalmente c'é un'azienda italiana che investe all'estero e diventa un'azienda globale, più competitiva nel mercato globale». Nel mercato globalizzato, spiega Squinzi, «le imprese devono tenere conto dei vincoli dimensionali che impone il mercato globale e quindi ò positivo che Fiat diventi una grande azienda». Marchionne poi «è un grande manager, con grande capacità di gestire e una grande capacità di negoziazione».

Electrolux: no taglio 50% salari, sì mix soluzioni
Con riferimento alla vertenza Electrolux, per il presidente di Confindustria «il problema non si risolve tagliando la metà dei salari, ma si possono trovare altre soluzioni più graduali per migliorare il costo del lavoro per unità di prodotto». Squinzi fa l'esempio della Siemens in Germania, «dove i sindacati hanno accettato di lavorare più ore a parità di salario». «Credo - aggiunge Squinzi - che bisogna fare un mix di diverse possibilità». Lo scorso 30 gennaio il presidente di Confindustria aveva inviato una lettera al premier Letta per chiedere un «intervento deciso di politica industriale» e «un serio impegno» rispetto al caso Electrolux.

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