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Questo articolo è stato pubblicato il 12 febbraio 2014 alle ore 17:59.
L'ultima modifica è del 12 febbraio 2014 alle ore 22:22.

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«Chiedo di stipulare, sulla base di "Impegno Italia" un patto di coalizione vincolante. A viso aperto e con un atteggiamento lineare». È scritto nel dossier Impegno Italia, la proposta di accordo di coalizione tra i partiti che sostengono il governo. Nella conferenza stampa a palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Enrico Letta ha lanciato un messaggio al segretario del Pd Matteo Renzi. «Chiedo chiarezza al Pd, chi vuol venire al mio posto dica che vuol fare». Il premier ha ricordato che «le dimissioni non si danno per dicerie o manovre di palazzo».

Il testo di Impegno Italia

Se qualcuno ha perso tempo, quello non sono io
«Se qualcuno ha perso tempo - ha ricordato - quello non sono io». Per Letta il ritardo con cui ha presentato "Impegno Italia" è dovuto anche allo slittamento della Direzione Pd che «coerentemente ho atteso come è giusto che si faccia» perché «considero fondamentale che "Impegno Italia" si faccia insieme».

Ora i tempi siano rapidi,abbiamo già perso tempo
«Io penso che ci sia bisogno di essere rapidi, abbiamo già perso tempo - ha continuato Letta -, ho offerto e propongo queste idee e aspetterò di capire come vengono accolte e quali controproposte vengono».

Crisi da gestire come fossimo in cristalleria
«Sto cercando di proporre un metodo per risolvere una crisi - ha detto Letta - che se affrontiamo senza attenzione alla logica della cristalleria può finire male. Dobbiamo stare molto attenti e gestirla con molta attenzione».

Il titolo delle mie vicende: ogni giorno come fosse l'ultimo
Letta ha messo in evidenza che le condizioni di governo non sono stati facili. «Ho governato in condizioni difficilissime. Il titolo delle mie vicende è: ogni giorno come se fosse l'ultimo».

Mi considero un uomo delle istituzioni
«Mi considero un uomo delle istituzioni - ha affermato Letta -. Così mi sono comportato fino ad adesso, e così mi comporterò in futuro. Ho un profondo attaccamento alle istituzioni e non mi muovo per obiettivi personali. Le mie prospettive personali non c'entrano niente né sulle cose di adesso né sulle cose del futuro». Il premier tira dunque dritto. Nessun passo indietro o dimissioni. No a una staffetta a palazzo Chigi con Matteo Renzi.

Rimpasto? Aggiustamento non basta
Secondo Letta un rimpasto nella squadra di governo non basta. «L'aggiustamento non è sufficiente - ha spiegato -, bisogna tenere conto di quanto accaduto in tutti questi mesi, un governo nato con Berlusconi, con Sc unita e senza Renzi segretario, bisogna tenere conto dei cambiamenti che sono avvenuti che hanno cambiato la natura stessa del governo».

Letta: in arrivo altri 14 miliardi di tagli al costo del lavoro
Nella conferenza stampa Letta ha illustrato il patto. Dei 30 miliardi previsti in "Impegno Italia" per il rilancio dell'economia, spiega, 14 miliardi saranno destinati alla riduzione del costo del lavoro, divisi a metà tra imprese e lavoratori. Riduzione che inizierà «già quest'anno», con risorse che andranno ad aggiungersi a quelle già stanziate nella Legge di Stabilità 2014.

Le cifre del documento "Impegno Italia"
Arrivano nel documento "Impegno Italia" le cifre che per cautela finora il Governo aveva tenuto riservate. È il caso del taglio del cuneo fiscale su imprese e lavoratori che, oltre ai 2,6 miliardi già quantificati nella legge di stabilità, dà una dimensione alle risorse supplementari che dovrebbero arrivare soprattutto da spending review e rientro dei capitali: sono 7,4 miliardi per il 2014-2015 per misure già contenute nell'ultima legge di stabilità mentre Letta stima che ci siano altri 9 miliardi di risorse aggiuntive. Totale: 19 miliardi per il biennio 2014-2015, certificati dalla tabella allegata al documento. Nella stessa tabella si svela un'altra posta su cui finora la prudenza era stata massima: le risorse derivanti dal rientro dei capitali per cui vengono accreditati 8 miliardi, 3 nel 2014 e 5 nel 2015. Dalla spending review dovrebbero arrivare in totale 16,6 miliardi (destinati in gran parte, come detto, al taglio del cuneo): 6,6 miliardi già previsti dalla legge di stabilità, altri 10 miliardi "supplementari". La tabella di "Impegno Italia" quantifica inoltre in 6 miliardi (3 nel 2014, 3 nel 2015) il risparmio nella spesa di interessi per effetto della riduzione dei rendimenti sui titoli di stato.

Il faccia a faccia con Renzi questa mattina
Questa mattina il presidente del Consiglio ha incontrato il segretario del Pd. «L'incontro con Renzi? È stato, come dite voi, "franco e.." - ha spiegato Letta - , in cui ognuno ha molto sinceramente fatto valutazioni, ripreso punti di vista. Quando si discute è sempre positivo». Al termine del faccia a faccia a palazzo Chigi, Renzi in un tweet ha chiarito: «Dirò quello che penso domani, in streaming, a viso aperto, quando andrà in scena la direzione del partito». L'ordine del giorno dell'assemblea del Pd sarà proprio il futuro del Governo.

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